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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2010

La compagnia dell'Anello (e non solo...)

Partirono in 9 da Gran Burrone per portare l'Unico Anello a Mordor e gettarlo nel calderone di Monte Fato, ma non tutti tornarono...
Quella che vediamo è una raccolta di miniature in metallo della GW in scala 28mm, della serie "Il Signore degli Anelli":
 Qui ci sono Frodo, nipote di Bilbo e Portatore dell'Anello ed il suo inseparabile amico Sam:

 ...qui Gandalf il Grigio...

...e qui Aragorn, il Ramingo che cela un doloroso segreto:

Ora è la volta di Merry e Pipino, Hobbit intrepidi (ed incoscienti), coinvolti in vicende più grandi di loro:

Di seguito troviamo Boromir, accecato dal potere e destinato ad un tragico riscatto:

...e per ultimi, ma non meno importanti, ecco Legolas e Gimli:
I due, dapprima divisi dall'atavica diffidenza tra Elfi e Nani, impareranno a rispettarsi reciprocamente.

Ma c'è un intruso!
Sì, è proprio Saruman, con tanto di Palantir in mano, ritratto prima che la sua torre fosse distrutta dagli Ent!

Le miniature sono state disegnate sulla …

Il dio del tuono (Karl Gerat 040 - 041)

Per venire incontro all'esigenza dell'esercito di un mortaio di grosso calibro con cui distruggere qualunque tipo di fortificazione, gli ingegneri tedeschi elaborarono il pezzo di artiglieria semovente di calibro più grande della storia: il Karl Gerat.
Prodotto in soli 6 esemplari operativi (più uno per i test di sviluppo), aveva una bocca da fuoco da 600 mm (mod. 040). In seguito si adottò anche una canna da 540 mm (mod. 041), completamente interscambiabile con la precedente. I 6 mezzi avevano nomi evocativi: Adam, Eve, Odin, Thor, Loki, Ziu; ovvero: il primo uomo, la prima donna e quattro divinità del pantheon germanico.
Nelle foto vediamo il numero IV (Thor), in calibro 540 mm:
Il mezzo è affiancato da un carro portamunizioni:
Il mortaio aveva la canna rigata ed una gittata di 6 km con le granate pesanti (circa 2 tonnellate) e 10 km con quelle leggere (circa 1,3 tonnellate).
In questa immagine si vede la slitta con lo stantuffo per inserire i colpi nella culatta, sotto la q…

Bis zu Ende!

Ovvero: fino alla fine!
Berlino, 1945: il Reich gioca le sue ultime carte in una disperata resistenza all'interno della propria capitale:
Tra le macerie degli edifici, combattendo casa per casa e piano per piano, gli ultimi difensori tedeschi mettono in campo il meglio della tecnologia a disposizione.
Il carro armato è un Panzer V Panther G con sistema a infrarossi FuG 120, il primo sistema di visione notturna mai usato in battaglia:
L'apparecchiatura è agganciata sulla cupola del capocarro ed utilizza un piccolo faro infrarossi con relativo cannocchiale. Per "illuminare" zone più ampie era stato sviluppato un grande riflettore che veniva montato sul semicingolato Sd.Kfz. 251, che affiancava i carri durante le manovre notturne; il sistema era denominato "Uhu" (gufo).
Il Panther aveva già fornito la base di sviluppo per un carro-soccorso, il Bergepanther, e la versione G è stata l'ultima messa in produzione; lo scafo non aveva più l'apertura del visor…

Blitzkrieg!

Ovvero: guerra lampo!
Era questo il nuovo concetto strategico su cui si basarono i grandi successi tedeschi all'inizio della seconda guerra mondiale.
Conscio delle potenzialità del carro armato, nuova arma da poco entrata in servizio, il generale Heinz Guderian elaborò un nuovo metodo di utilizzo dei corazzati (in parte già sviluppato dagli inglesi), che ne prevedeva la concentrazione su un punto di massimo sforzo (Stutzpunkt) per lo sfondamento delle linee nemiche ed il conseguente aggiramento del fronte, accerchiando l'avversario e dividendolo in sacche più piccole da eliminare con la fanteria. La lenta artiglieria trainata venne sostituita dai bombardieri a tuffo Stukas: in tal modo l'esercito del Reich ebbe ben presto ragione delle truppe corazzate francesi, la cui dottrina d'utilizzo prevedeva ancora lo sparpagliamento dei mezzi in piccoli gruppi d'appoggio alla fanteria:
Qui vediamo le truppe tedesche che entrano in una cittadina francese, mentre due carristi…

Riparazioni campali

Rifornimenti e riparazioni sono indispensabili per mantenere l'efficienza dei mezzi. In questa officina da campo uno Sturmtiger ed una Kubelwagen vengono sottoposti a revisione:
Una foto ravvicinata ci mostra l'esterno, piuttosto rovinato, del casolare e parte delle attrezzature, tra cui un compressore per le pistole a vernice:
Ed ecco lo Sturmtiger.
Sviluppato per il combattimento urbano, utilizza lo scafo del carro Tigersu cui è stata montata una casamatta che ospita un mortaio per proietti-razzo da 380 mm di calibro: la sua funzione era abbattere interi caseggiati. Sviluppato dopo la battaglia di Stalingrado, venne utilizzato anche durante la rivolta di Varsavia del 1944.
Mentre un soldato sta ultimando la verniciatura con dei ritocchi a pennello, possiamo notare che la parte bassa del mezzo è coperta dallo zimmerit:
Per il traino di questi mezzi si utilizzavano fino a tre semicingolati FAMO collegati in colonna, date le circa 70 tonnellate di peso.
Guardando dal retro, ve…

The bunker

Il diorama in questione non c'entra nulla con il film horror dal titolo omonimo, ma non ho saputo resistere...

Ma veniamo a noi: le comunicazioni al fronte sono da sempre un grosso problema per i comandanti; in passato si risolveva con trombe e bandiere, poi il numero di uomini e la complessità delle manovre sono aumentati e la tecnologia è venuta in aiuto con la creazione della radio.
Nelle foto vediamo un centro comunicazioni tedesco protetto da un bunker semi-interrato che prosegue nel suo lavoro di smistamento delle comunicazioni mentre un cannone contraereo respinge un attacco:

 Nell'angolo a sinistra si vede il carrello per il trasporto del cannone.
Il cannone Flak 38 a tiro rapido da 20 mm era un'ottima arma, che venne anche montata su vari mezzi per renderla semovente e consentirne l'utilizzo in difesa delle colonne in movimento:
 Notare sulle controspalline dell'uomo in primo piano a destra il bordino rosso (waffenfarbe) dell'artiglieria:
 A terra vedi…