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Il dio del tuono (Karl Gerat 040 - 041)

Per venire incontro all'esigenza dell'esercito di un mortaio di grosso calibro con cui distruggere qualunque tipo di fortificazione, gli ingegneri tedeschi elaborarono il pezzo di artiglieria semovente di calibro più grande della storia: il Karl Gerat.
Prodotto in soli 6 esemplari operativi (più uno per i test di sviluppo), aveva una bocca da fuoco da 600 mm (mod. 040). In seguito si adottò anche una canna da 540 mm (mod. 041), completamente interscambiabile con la precedente. I 6 mezzi avevano nomi evocativi: Adam, Eve, Odin, Thor, Loki, Ziu; ovvero: il primo uomo, la prima donna e quattro divinità del pantheon germanico.
Nelle foto vediamo il numero IV (Thor), in calibro 540 mm:
Il mezzo è affiancato da un carro portamunizioni:
Il mortaio aveva la canna rigata ed una gittata di 6 km con le granate pesanti (circa 2 tonnellate) e 10 km con quelle leggere (circa 1,3 tonnellate).
In questa immagine si vede la slitta con lo stantuffo per inserire i colpi nella culatta, sotto la quale si trova la postazione di guida:
Notare che il mezzo aveva la bocca da fuoco rivolta verso la coda, in modo da consentire un più veloce disimpegno dopo il bombardamento ed evitare il tiro di controbatteria. Certo, la velocità era relativa, date le 124 tonnellate di peso: solo 10 km/h.
 
L'alzo arrivava a circa 70° in elevazione. Sul lato dell'affusto si legge il nome del mezzo:
I carri portamunizioni (2 per ogni Karl Gerat) erano dotati di verricello per le operazioni di carico:
Prodotti su scafo panzer IV, avevano un vano di carico completamente blindato e nessun armamento difensivo:
Qui si possono apprezzare le diverse dimensioni dei due tipi di granata a disposizione:
Entrambe i mezzi sono nella colorazione standard a tre toni (ocra, verde e marrone rossiccio), anche se con un disegno inconsueto.
Lo spostamento era un grosso problema, che venne risolto in due modi: per i brevi tragitti, ovviamente, il mortaio si muoveva sui suoi cingoli, mentre per viaggi più lunghi poteva essere smontato e trasportato su camion appositamente progettati.
Ove disponibile, si ricorreva al trasporto ferroviario...
... per il quale si utilizzavano due carri appositamente modificati con grandi ponti elevatori cui si poteva agganciare il veicolo.
In queste foto vediamo il "Loki", in calibro 600 mm, pronto per un viaggio su ferrovia.
I cingoli venivano bloccati con tiranti lungo le fiancate, lo scivolo per la culatta smontato e le pedane laterali per gli operatori venivano ripiegate verso l'alto. In queste immagini i vagoni di trasporto sono nel grigio tipico del materiale rotabile delle ferrovie tedesche, ma alcune foto sembrano mostrare qualche tipo di mimetizzazione anche per loro.
I mortai parteciparono all'assedio di Sebastopoli ed alla repressione della rivolta di Varsavia; almeno uno è stato utilizzato, senza successo, per distruggere il ponte presso Remagen, nel tentativo di arginare l'invasione della Germania da parte degli Alleati. Attualmente ne è rimasto un solo esemplare, conservato presso il museo dei corazzati di Kubinka, in Russia.

I modelli raffigurati in azione sono in scala 1.35 (Tamiya - Trumpeter), mentre quello su rotaie è in scala 1.72 (Tamiya).

Per una rassegna di film di guerra cliccate qui.

A presto!

1 commento:

Anonimo ha detto...

carri armati e cannoni...i preferiti di ida! ahaha
ale

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