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La volpe del deserto

La presenza di Erwin Rommel alla testa dell'Afrikakorps ha fatto pendere la bilancia dalla parte dell'Asse più volte nel lungo andirivieni tra la Tunisia e l'Egitto.
Posto a capo della forza di spedizione tedesca per soccorrere l'esercito italiano, ormai in difficoltà contro gli inglesi, Rommel si dimostrò un comandante capace ed energico, sopperendo alla mancanza di mezzi e rifornimenti con una mentalità tattica di livello superiore.
Le sue manovre aggiranti nel pieno del deserto libico misero in crisi le divisioni corazzate inglesi e le costrinsero più volte a ripiegare verso Alessandria.
Qui la "Volpe del deserto" è ritratta assieme ad un ufficiale accanto al "grifone", il proprio semicingolato da ricognizione dotato di antenna ad ampio raggio (la struttura tubolare al di sopra dello scafo), con il quale seguiva i combattimenti molto vicino alla prima linea, per avere un'idea sempre aggiornata della situazione ed intervenire puntualmente. Nell'immagine di seguito si vede bene lo stemma dell'Afrikakorps sul muso del mezzo:
Il Feldmaresciallo (a sinistra) indossa la versione sartoriale, acquistata privatamente, della divisa tropicale dell'esercito ed il cappello dell'uniforme europea, su cui sfoggia i grandi occhiali anti sabbia catturati agli inglesi, che divennero poi uno dei suoi simboli distintivi.
L'altro ufficiale ha la divisa standard dell'Afrikakorps, completa degli scarponi da deserto in tela verde, che sostituirono gli stivali in pelle da fanteria, poichè il caldo ed il sudore facevano deteriorare velocemente il cuoio.
Il semicingolato è un Sd.Kfz. 250, armato di una mitragliatrice MG34 e dotato di apparati radio supplementari.
Indispensabile la scorta d'acqua, come si nota dalla rastrelliera con le taniche sul retro; questa era una modifica fatta direttamente sul campo e non era uno standard per tutti i mezzi di questo tipo.


La colorazione grigio-blu del mezzo è stata coperta in maniera irregolare con il dunkelgelb, ovvero quel giallo scuro-ocra che dal 1943 diverrà il colore d'ordinanza per tutti i mezzi tedeschi, a prescindere dal teatro operativo.
Il lato destro del mezzo rivela una particolarità: il nome "Greif" era scritto a lettere piene solo su un lato, mentre dall'altro c'era solo il profilo in bianco.

Passando alla tecnica: il mezzo ed i figurini sono in plastica, mentre la base è in gesso e i fusti di carburante in resina, tutto in scala 1.35.
Il mezzo è colorato in giallo-ocra e trattato localmente con il grigio-blu a pennello asciutto; la croce nazionale, il nome e lo stemma dell'Afrikakorps sono dipinti a mano.
Lavature di giallo-ocra sulle ruote e sui cingoli simulano la polvere, mentre una lavatura color fumo (marroncino) su tutta la struttura crea un efficace effetto d'invecchiamento.

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A presto!

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