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Oculi de vitro cum capsula

Nei secoli bui del Medioevo, alcune figure isolate cercavano il conforto della ragione e della scienza per razionalizzare un mondo immerso nella superstizione e nella religiosità opprimente dell'Inquisizione.
Tra di loro, il protagonista de "Il nome della rosa", frate Guglielmo da Baskerville:
 Seduto ad uno dei banchi dello scriptorium, sembra distratto da un rumore...

Gli occhiali (oculi de vitro) sono appoggiati sul banco, accanto ai pennelli da miniatore.


Un topo è sul pavimento, tra le zampe del tavolo: "Ai topi i libri piacciono più che agli studiosi", dice Guglielmo ad Adso...
Un primo piano sull'espressione interrogativa del frate:
Il modello è interamente in metallo, in scala 80 mm, e presenta qualche problema di assemblaggio, soprattutto per orientare il banco coerentemente alla figura, plasmata sulle fattezze di Sean Connery.
Dopo una passata di primer nero spray si procede con la colorazione, infine ampie lavature di nero pongono in risalto l'ottimo dettaglio del saio, mentre l'invecchiamento delle pagine del libro si ottiene con una base avorio lavata in marrone chiaro.
E' stato necessario rivedere le immagini del film per riprodurre correttamente i colori: la documentazione è tutto.

A presto!

1 commento:

Anonimo ha detto...

mitico guglielmo!
ale

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