Nei pressi di El Alamein

Durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe italiane tentarono la conquista dell'Egitto, scontrandosi con le forze inglesi. La reazione del nemico costrinse i tedeschi ad intervenire al fianco dell'alleato per impedirne il tracollo.
Qui vediamo l'equipaggio di un Panzer III che si rifocilla accanto al proprio mezzo, mentre alcuni paracadutisti della brigata Ramcke marciano verso le posizioni assegnate.
La brigata, che prendeva il nome dal suo comandante, fu inviata in Africa come appoggio alle truppe di Rommel, bloccate fuori El Alamein.
In primo piano nella foto seguente si nota il cippo marmoreo con il Fascio Littorio, posto come pietra miliare a lato della strada:
Il Panzer III nel diorama è armato con un cannone da 50mm e due mitragliatrici da 7.92mm.
Sul retro del mezzo si notano il fusto di carburante, necessario ai lunghi trasferimenti, ed il secchio, che serviva a raccogliere la condensa del motore, che andava riutilizzata nel radiatore:
Già nel 1942 il carro non era più all'altezza dei modelli pesanti del nemico, ma continuò a svolgere ruoli di esplorazione e fiancheggiamento delle colonne corazzate fino alla fine del conflitto, fornendo anche la base per lo sviluppo del cacciacarri Stug III.
L'equipaggio si disseta con l'acqua conservata in vari contenitori, come le taniche di metallo, che venivano distinte da quelle per il carburante dipingendovi sopra una croce bianca.
Due dei carristi indossano l'elmetto tropicale, che non fu mai particolarmente amato dalle truppe, a causa del suo ingombro e della inutilità in combattimento.
Di seguito un primo piano sul mitragliere di squadra: egli indossa l'elmetto da paracadutista e la versione kaki della tenuta da lancio della Luftwaffe, senza la casacca mimetica. L'arma trasportata è una MG42 da 7.92mm:
Diorama in plastica, in scala 1.35 con figurini Dragon e carro Italeri; la pietra miliare è autocostruita in Das.
I cingoli, assemblati maglia per maglia, sono curvati per simularne il peso; la catena sul muso del mezzo è del tipo usato per il modellismo navale, mentre stemmi e numeri sono dipinti a mano.
Il mezzo è stato ritoccato a pennello asciutto con vernice metallica, per simulare le scrostature, poi sul tutto è stata stesa una lavatura in color fumo; la parte bassa dello scafo è stata trattata con varie passate di marrone rossiccio molto diluito, per simulare lo strato di polvere.
Con la brecciolina si ricrea perfettamente il paesaggio brullo e desolato della zona.

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A presto!

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