Il topo più grande del mondo (Sd.Kfz. 205 - Panzer VIII - Maus)

A seguito della megalomania che afflisse i vertici dell'esercito tedesco verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, si realizzarono, o almeno si progettarono, mezzi sempre più grandi.
L'unico che fece in tempo ad essere testato era stato progettato dall'ingegner Porsche (fondatore dell'omonima casa automobilistica) ed aveva l'ironico soprannome di "Maus" (topo):
Era un bunker semovente di 188 tonnellate e trasportava 6 uomini di equipaggio:
L'armamento era composto da un cannone da 128mm (già utilizzato sullo Jagdtiger), con un secondo coassiale da 75mm ed una mitragliatrice MG34 da 7.92mm:
Nonostante le dimensioni colossali (i soli cingoli erano larghi 1 metro l'uno), il mezzo era in grado di girare su sè stesso, invertendo la marcia sul posto:
Sulla coda spicca il grande serbatoio supplementare che riforniva il motore Daimler da 1200 hp:
I soldati che gli camminano accanto ci danno una chiara idea delle dimensioni del carro: l'uomo in primo piano ha un mitra MP40, mentre quello più lontano ha un lanciarazzi controcarro ad uso singolo Panzerfaust; entrambi indossano il lungo cappotto di lana grigio-verde in dotazione all'esercito.
Guardando sulla torretta, si nota il capocarro, che indossa la tenuta nera delle truppe corazzate, con la versione in tinta dello Schirmmutze (berretto da campo) che aveva sostituito la "bustina" nel 1943-44:
Testato nel poligono di Kummersdorf, è dubbia la sua partecipazione ai combattimenti svoltisi nella zona; quel che è certo, è che i soldati sovietici ne rinvennero alcuni esemplari danneggiati, da cui furono presi i pezzi per la realizzazione dell'unico veicolo attualmente esistente, quello conservato nel museo dei corazzati di Kubinka, in Russia.

Modello e figurini in plastica in scala 1.35 della Dragon.
La colorazione (con motivo mimetico realizzato a pennello asciutto) è basata sull'unica foto del mezzo reale appena riassemblato dai sovietici, dipinto con lo stesso schema ondulato in 3 colori (ocra, verde e marrone-rossiccio) che appare sulle immagini dei prototipi, ancora senza torretta, fotografati durante i test del 1944-45.
Tutto il mezzo è stato coperto con una lavatura in color fumo su cui ho lasciato cadere un po' di brecciolina prima che il colore fosse completamente asciutto; sui cingoli ho incollato la stessa erba da presepe che ho usato per la base, per simulare le zolle di terra che restavano attaccate.
Per riprodurre le tracce lasciate dai cingoli, si procede incollando alla base due strisce di Das, su cui si preme il modellino; una volta essiccato, si vernicia in marroncino con varie lavature di marrone scuro e diverse tonalità di verde.

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A presto!

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