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In picchiata! (Stuka Ju87R)

La necessità del bombardamento di precisione non è cosa nuova. Colpire il bersaglio con meno bombe e più efficacia ha un valore notevole in battaglia. Non essendo all'epoca disponibili sistemi di guida per gli ordigni, l'aeronautica tedesca (Luftwaffe) fu equipaggiata nel 1935 con un aereo in grado di tuffarsi sull'obiettivo e sganciare gli ordigni solo quando già indirizzati verso l'obiettivo: lo Stuka.
Le ali avevano una caratteristica curvatura "a gabbiano rovesciato", che conferiva maggiore manovrabilità e resistenza strutturale. Capace di una velocità massima di circa 400 km/h, era armato con 2 mitragliatrici MG17 (7.92 mm) nelle ali e due in postazione binata, manovrate dal secondo membro dell'equipaggio; il carico bellico era di un massimo di 1800 kg. La bomba ventrale era montata su un carrello che la allontanava dalla fusoliera prima dello sgancio, per evitare che urtasse l'aereo durante il volo libero.
Costruito solidamente, era più un carro armato volante che un aereo vero e proprio. I primi modelli avevano montate sul carrello principale due ventole che, durante la picchiata, azionavano una sirena dallo stridore insopportabile, progettata per terrorizzare il nemico. Ebbe un ruolo fondamentale nella prima metà del conflitto, sostituendo l'artiglieria trainata durante la Blitzkrieg.
Su questo modello ho applicato la mimetica a bordi netti in uso nella prima metà del conflitto, mantenendo la parte ventrale in grigio-azzurro:
Gli Stukas operarono su tutti i teatri di guerra, nonostante la bassa velocità massima, che li rendeva vulnerabili alla caccia nemica. Sul finire del conflitto fu sostituito nel suo ruolo di appoggio tattico dall'FW190. Molti esemplari di JU87 furono ceduti agli alleati della Germania, compresa l'Italia che ribattezzò l'aereo "Picchiatello" e lo utilizzò nel bombardamento di Malta. Dopo l'armistizio, i velivoli passarono all'Aeronautica "cobelligerante" con le forze Alleate.
Molte furono le versioni dello JU87; in particolare, un esemplare del modello G, dotato di 2 cannoni anticarro da 37 mm, fu pilotato dal più grande pilota di sempre: Hans Ulrich Rudel, che portò a termine 2530 missioni (le ultime dopo aver perso una gamba in combattimento) sul fronte orientale, distruggendo 519 carri armati, 800 mezzi di trasporto, 150 cannoni, 11 aerei, 70 mezzi da sbarco, 1 cacciatorpediniere e diverse unità navali minori. Per lui fu creata appositamente la "Croce di ferro" in oro con fronde di quercia, spade e diamanti", che gli fu conferita direttamente da Adolf Hitler. Sopravvissuto alla guerra, morì nel 1982.

Il modello, in plastica, è della Italeri, in scala 1.48. A parte la necessità di stuccatura di alcune giunzioni, non ha richiesto particolari attenzioni durante l'assemblaggio. La colorazione mimetica è ottenuta a pennello con mascherature in carta gommata sul colore di fondo. Non ho ricreato particolari effetti di usura o invecchiamento, solo una leggera lavatura in nero per le ombreggiature.

Per una rassegna di film di guerra cliccate qui.

A presto!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

enciclopedico! Ho deciso: leggerò un post a sera, magari imparo qualcosa anche io...

luca v.

luca tempesta ha detto...

grazie dei complimenti.
se ti servono altre informazioni, non hai che da chiedere.
ciao

Blogger ha detto...

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