Scatole di latta (M13-40)

Era questo l'appellativo poco lusinghiero con cui erano chiamati i carri armati M13-40 in dotazione al Regio Esercito:
Dotato di un cannone da 47mm, per un peso di 13 tonnellate e con 4 uomini d'equipaggio, fu il corazzato maggiormente prodotto dall'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale e operò su tutti i teatri, dall'Africa alla Russia.
Nella vista frontale si nota l'armamento secondario, composto da due mitragliatrici Breda in postazione binata nella sovrastruttura ed una terza coassiale al cannone; ne era prevista anche una quarta sul tetto della torretta, in funzione contraerea.
I parafanghi coprivano i cingoli per tutta la loro lunghezza, ma spesso ne veniva rimossa gran parte in zona d'operazioni.
Già nel 1940-41 il mezzo risultava inferiore ai pari classe degli altri Paesi. La rigidità dell'acciaio e la sua bassa restistenza agli urti, nonchè la scelta di imbullonare le lastre tra loro, anzichè saldarle, faceva sì che la struttura tendesse a spaccarsi all'impatto dei proiettili anticarro. Per questo motivo, i carristi italiani furono i primi ad utilizzare i sacchi di sabbia come corazzatura aggiuntiva sul muso dei mezzi.

Modellino in plastica, in scala 1.35 della Italeri.
Il colore di fondo è stato lavato in nero e trattato a pennello asciutto in colore metallico sui punti in cui la vernice tendeva a cedere. Una generosa lavatura in marrone rossiccio sulla parte bassa dello scafo simula la sabbia delle zone africane in cui il mezzo ha estesamente operato.

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A presto!

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