Tecniche e suggerimenti

Vi propongo alcune dritte e curiosità che ho ricavato dalle fonti più disparate.

Schizzi di fango:
Per riprodurre degli schizzi di fango su un modellino basta bagnare un vecchio spazzolino da denti nel colore diluito, accostarlo al modello e far scorrere sulle setole uno stuzzicadenti, partendo dall'estremità più lontana e tirandolo verso di sè; ripetendo il procedimento con più tonalità si avrà un effetto più realistico.

Zolle:
Il fango e le zolle di terra attaccatesi al mezzo si realizzano con pezzetti di stucco da muri incollati al modellino, lasciati asciugare e poi dipinti.

Metallo ossidato:
Attenzione ai tubi di scappamento dei veicoli: le marmitte saranno arrugginite a causa del calore, quindi vanno dipinte in nero opaco e trattate a pennello asciutto con un marrone rossiccio. Lo stesso dicasi per tutte le superfici metalliche che si riscaldino nell'originale e per i cingoli.

Zimmerit:
Lo zimmerit era una pasta di solfato di bario (40%), polivinilacetato (PVA) per il 25%, pigmento ocra (15%), segatura (10%) e solfito di zinco per il restante 10%, che serviva ad evitare che le mine magnetiche si attaccassero alle corazze dei mezzi. Fu sviluppata dopo la battaglia di Kursk del luglio 1943, ed applicata sui corazzati fino a quasi tutto il 1944, quando fu accantonata, poichè c'era il dubbio (mai confermato dai test) che l'esplosione dei proiettili anticarro potesse incendiarla. Su carri e cacciacarri si ottiene con un saldatore a testa piatta appoggiato sulle superfici o sovrapponendo un sottile strato di stucco al modello e poi imprimendovi le tacche con un giravite a taglio.

Mimetica dell'esercito tedesco (II GM):
La mimetica più comune indossata dai soldati tedeschi durante la II GM (dal 1943 in poi) era nota come Platanenmuster: Si realizza con un fondo marrone con chiazze verdi e ocra e puntini, dati con uno stuzzicadenti, in due toni aggiuntivi di verde e due di marrone. Ci sono molte altre versioni, utilizzate più o meno discontinuamente da vari reparti, per le quali rimando ad altre fonti.

Mimetica dell'aeronautica tedesca (II GM):
La mimetica dell'aeronautica tedesca (Luftwaffe) aveva una base grigio-verde molto chiara con chiazze squadrate in verde e marrone.

Mimetica italiana (II GM):
La mimetica italiana della II GM (rimasta in uso fino all'adozione della combinazione NATO), spesso indossata dai soldati tedeschi dopo l'8 settembre 1943, aveva una base in marrone-rossiccio con chiazze in verde e ocra.

Mimetica dei mezzi tedeschi (II GM):

Fino al 1942 i mezzi tedeschi erano dipinti completamente in grigio-blu; dal 1943 in poi il colore di fondo divenne giallo-ocra (dunkelgelb), con una mimetica in verde (feldgrun) e marrone-rossiccio (rotbrun); quest'ultimo spesso era costituito dal primer antiruggine lasciato a vista durante la successiva verniciatura del mezzo.
Nel 1944-45 si adottò lo schema "da imboscata", uguale al precedente, ma con l'aggiunta di puntini ocra sulle zone verdi e marroni e puntini verdi sulle zone ocra. Per l'inverno si spargeva sulla colorazione esistente uno strato di vernice bianca non permanente o di calce diluita. Ovviamente, a causa dei diversi scenari operativi e della discontinuità dei rifornimenti, ci furono un'infinità di varianti elaborate direttamente dagli equipaggi, sia per quanto riguarda la forma delle chiazze che per le sfumature di colore.

Tracce lasciate dai cingoli:
Si realizzano incollando alla base del diorama due strisce sottili di Das della larghezza dei cingoli e poi vi si preme sopra il modellino prima che asciughino. Una volta solidificato il Das, lo si dipinge in marrone con alcune lavature in nocciola, verde e ocra.
Per i segni lasciati sulla strada e sull'asfalto, si procede disegnando delle piccole linee irregolari in corrispondenza dei punti d'appoggio dei cingoli con una punta di stuzzicadenti bagnata nel colore bianco.

Lavature:

Il nero diluito riproduce le ombre ed evidenzia le pieghe; con il marrone si ottiene lo stesso effetto sull'incarnato. Il color fumo (marrone-grigiastro) è utile per simulare l'usura della vernice sulle piastre metalliche e dei metalli in genere (armi bianche ed armature); normalmente, la si passa prima del drybrush.

Drybrush:

Il colore dato a pennello asciutto (bagnare il pennello nella vernice e passarlo su un pezzo di carta fino a lasciare una traccia leggera) esalta le parti in rilievo dei modelli, accentuandone lo stacco dai recessi, necessariamente in ombra; è fondamentale per riprodurre la luce sulle pellicce, sulle capigliature e sulle barbe. Con questa tecnica si può rendere l'idea di tessuto o cuoio consumato (grigio chiaro), di vernice scrostata (argento), di polvere depositatasi sugli oggetti (ocra) o di macchie di fango (marrone).


A presto!

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