Un totale fallimento (M247 sgt. York)

"Se un esperimento funziona, qualcosa è andato storto" recita una delle leggi di Murphy. In questo caso, tutto è andato storto, ma l'esperimento non ha funzionato lo stesso:
Negli anni '70, l'esercito americano, alla ricerca di un nuovo mezzo corazzato antiaereo, decise di sfruttare i vecchi scafi dei carri M48 Patton, ormai obsoleti, dotandoli di una nuova torretta in cui inserire una coppia di cannoni Bofors da 40 mm di derivazione navale e due radar (da ricerca ed inseguimento) sviluppati dall'aeronautica.
Il risultato di questa involontaria collaborazione interarmi fu l'M247, denominato Sgt. York in onore di un eroe americano della prima guerra mondiale.
Alvin York, partito come soldato semplice, fu protagonista di un'azione senza precedenti: trovatosi dietro le linee tedesche per errore, fu capace, praticamente da solo, di espugnare 35 nidi di mitragliatrice e prendere prigionieri 132 soldati nemici; rientrato in patria, gli furono conferiti la Medal of Honor ed il grado di sergente. Un fatto curioso: al momento dell'arruolamento, egli stesso aveva scritto sulla sua scheda "non voglio combattere".
Il nome di tale personaggio non portò fortuna al progetto, che non superò mai lo stadio di prototipo.
Il radar circolare di ricerca, efficiente sul caccia F16, non lo fu altrettanto nell'utilizzo a terra, poichè non riusciva a distinguere i bersagli dai rilievi del suolo, mentre la torretta era troppo lenta nella rotazione. Come se non bastasse, il mezzo non era in grado di star dietro ai carri più recenti sui terreni accidentati, venendo meno al suo ruolo di "ombrello" della colonna corazzata. Lo sviluppo dei missili controcarri aviolanciati, inoltre, consentiva ai velivoli avversari di colpire il cingolato restando fuori della portata dei suoi cannoni.
 Dal retro si nota l'abbattibilità dei sistemi radar, necessaria a ridurre la sagoma del mezzo:
Secondo la leggenda, durante i test di tiro uno dei 50 mezzi realizzati distrusse una latrina da campo, scambiandola per un bersaglio. Fortunatamente, senza causare vittime.

Modello Italeri in plastica, in scala 1.35, interamente dipinto con bombolette spray. Passate di pennello asciutto in ocra per simulare terriccio e polvere e lavature in nero per le ombre.

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A presto!

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