mercoledì 29 dicembre 2010

All'attacco!

Una fortezza di frontiera di Gondor è attaccata dagli Uruk-hai:
Lo scontro si svolge all'ombra delle colossali mura:
I difensori tentano una coraggiosa sortita per spezzare l'assedio:
Tutta l'imponenza del portone riccamente istoriato risalta nelle immagini seguenti:
Si nota chiaramente la parte superiore della cancellata, che sporge al di sopra dell'ingresso:
I soldati passano correndo sotto al cancello di ferro che costituisce la prima linea di difesa:
Dall'interno della fortezza gli arcieri bersagliano il nemico in avvicinamento...
... mentre gli armigeri accorrono all'esterno:
La prospettiva "ad altezza miniatura" è sempre d'effetto:
Alcune immagini degli arcieri:




Guardando più in basso, si coglie la drammaticità dello scontro:
Uno dei lancieri Uruk-hai ha puntato il bersaglio:
Un capitano incita le truppe all'assalto:
Ed ecco uno dei difensori della fortezza, mentre fronteggia il temibile avversario:
Tutte le miniature sono del wargame de Il Signore degli Anelli (GW) e sono in plastica, in scala 28 mm.
Le mura sono autocostruite con fogli di masonite (MDF: il retro delle cornici a giorno); le ho incise con il bulino a testa tonda di un minitrapano elettrico (tipo Dremel) e ricoperte con pezzi di Das appiattiti a mano e lasciati irregolari.
Il portone deriva da un gioco tipo "Heroclix", che prevede l'utilizzo di miniature e scenografie. Ovviamente, è stato necessario applicare diverse lavature e passate di pennello asciutto per uniformarne l'aspetto alle mura.
La base è una pedana di circa 35 cm di diametro per il trasporto dei vasi, cui ho tolto le ruote.
Ho sopraelevato il castello con due strati di cartone da imballaggio su cui ho incollato l'erba da presepe e la strada, realizzata con un foglio di carta vetrata (grana 120) adeguatamente dipinta; anche i camminamenti degli spalti sono ricoperti di carta vetrata (grana 80) con un fondo nero e passate di pennello asciutto in grigio.

A presto!

lunedì 6 dicembre 2010

Nausicaa della Valle Del Vento

E' il titolo di uno splendido manga del grande Hayao Miyazaki, da cui è stato tratto il lungometraggio omonimo.
La protagonista, che dà il nome all'opera, avrà un ruolo fondamentale nella riconciliazione tra Uomo e Natura.
Qui è raffigurata in fase di decollo sul suo Mehve, una sorta di aliante a motore, uno tra gli ultimi mezzi di trasporto a disposizione dell'umanità, regredita ad un livello tecnologico medievale.
Sulla spalla c'è il piccolo Teto, uno scoiattolo mutato geneticamente.
Sulla fronte c'è la visiera corazzata che protegge il viso nei combattimenti, mentre sul petto vediamo le cartucciere con i proiettili per il fucile:
I due grandi corrimani racchiudono i comandi del mezzo e sorreggono la fascia di cuoio su cui il pilota si sdraia durante il volo:
Sulla schiena di Nausicaa sono agganciati un piccolo zaino ed il fodero di una lunga daga, mentre ai lati della coda del Mehve si distinguono l'impugnatura di una spada (a sinistra) ed il calcio di un fucile (a destra):
Modello in plastica di circa 12cm di altezza, incluso il piedistallo.
La fonte di riferimento per la colorazione è il lungometraggio stesso, unitamente alle copertine del manga, peraltro stampato in un bellissimo color seppia.
Per evitare l'eccessivo appiattimento del colore bianco sull'aliante, ho creato una texture irregolare sovrapponendo vari strati di colore con un pennello largo mentre il fondo non era ancora completamente asciutto.
Ho evitato le lavature nere sul figurino per mantenere un aspetto più "fumettistico".


A presto!

Un successo produttivo (Pz.Kpfw. IV)

Sviluppato a partire dal 1934 come mezzo di appoggio alla fanteria, il Panzer IV fu l'unico corazzato ad essere prodotto durante tutta la Seconda Guerra Mondiale, per un totale di circa 8000 pezzi:
Con un peso di 25 tonnellate e 5 uomini d'equipaggio, era capace di una velocità massima di 40 km/h.
Il cannone-obice da 75mm era dotato di bassa velocità iniziale, dunque non era adatto al ruolo controcarri, che doveva essere ricoperto dal Panzer III.
Il modello F1, qui riprodotto, fu l'ultimo ad adottare questo tipo d'armamento, che fu sostituito da un cannone a canna lunga da 75mm, più adatto agli scontri con altri corazzati.
Il nuovo cannone andrà ad equipaggiare anche i cacciacarri Jagdpanzer IV e Stug IV, di diretta derivazione dal mezzo in esame.
Si nota l'assenza della Rommelkiste, la cassetta metallica posta dietro la torretta, che conteneva gli effetti personali dell'equipaggio:
Nella vista dall'alto si notano i due portelli blindati ai lati del cannone che chiudono le feritoie per sparare con le armi leggere dall'interno del mezzo e lo sbocco dell'aeratore per l'espulsione dei fumi di sparo sul tetto della torretta:
Lo scafo verrà utilizzato come base per la realizzazione di un veicolo portamunizioni per il mortaio Karl Gerat e di un prototipo di corazzato contraerei (il Kugelblitz); ulteriori versioni saranno il mortaio semovente Brummbar, utilizzato nei combattimenti urbani, ed il pezzo di artiglieria semovente Hummel da 150 mm.

Il mezzo è dipinto nel grigio-blu d'ordinanza per tutti i mezzi tedeschi dal 1938 al 1942 (durante la Blitzkrieg), con la croce nazionale oscurata nella parte centrale, in modo da lasciarne visibili i soli angoli.
Tale sistema fu adottato sulla base dell'esperienza nella campagna di Polonia, quando la croce bianca si rivelò un punto di riferimento troppo comodo per i cannonieri nemici.

Modello in plastica, in scala 1.35 della Italeri.
L'aspetto scrostato della vernice si ottiene con alcune passate di colore metallico a pennello asciutto, mentre per riprodurre la polvere sulla parte bassa del mezzo sono ricorso ad un'abbondante lavatura in color ocra.
E' importante dare la giusta curvatura ai cingoli, assemblati maglia per maglia.
La marmitta, scrostata ed ossidata dal calore, ha una base in nero opaco con varie passate di marrone rossiccio a pennello asciutto; il nerofumo sulla volata del cannone si realizza con del nero opaco a pennello asciutto.
Su tutto il modello va stesa una lavatura color fumo.

Per una panoramica sui film di guerra cliccate qui.

A presto!