venerdì 27 maggio 2011

T-34

Prodotto a partire dal 1942, per far fronte all'inarrestabile avanzata delle truppe tedesche, il T-34 si rivelò uno dei migliori corazzati di tutti i tempi.
La prima foto, scattata nella base aerea di Duxford (UK), mostra la versione dotata di cannone da 85 mm all'interno di un diorama in scala reale:
Anche le due foto successive mostrano lo stesso modello; questo mezzo è conservato all'Imperial War Museum (UK):
Dall'alto si notano le bande per il riconoscimento aereo sulla torretta:
Lo scafo fu utilizzato anche per la realizzazione del cacciacarri SU-85.
La seconda versione fu sviluppata a partire dal 1943 e, dati la semplicità costruttiva, l'efficacia bellica e l'elevatissimo numero di esemplari costruiti, contribuì in maniera rilevante alla vittoria finale.
Di seguito ne vediamo un esemplare con il cannone da 76mm posto a decorazione del memoriale sovietico della vittoria a Berlino, a pochi passi dalla porta di Brandeburgo:
La prossima immagine mostra un T-34 davanti all'ingresso del Museo dell'Esercito di Praga:
Attualmente il mezzo è ancora in servizio in alcuni paesi dell'est Europa.
Nell'ultima foto vediamo le due versioni principali del mezzo in scala ridotta.
Dettagli tecnici del T34-76 (tra parentesi i dati relativi al T34-85):
lunghezza: 6.75 m (8.15 m); larghezza: 3 m (3 m); altezza: 2.45 m (2.72 m); peso: 30.9 t (32 t); equipaggio: 4 (5); velocità massima: 55 km/h (55 km/h); calibro cannone: 76.2 mm (85 mm)

Per una guida ad alcuni musei cliccate qui.

A presto!

venerdì 20 maggio 2011

Ran


Titolo originale: Ran (Caos)

Anno: 1985

Regia: Akira Kurosawa

Interpreti: Tatsuya Nakadai, Akira Terao, Jimpachi Nezu, Dainsuke Ryu

Trama:
Il vecchio feudatario Hidetora decide di dividere i suoi possedimenti, donandoli ai suoi tre figli mentre è ancora in vita, ritirandosi così dall’esercizio attivo del potere. Il figlio più giovane, Saburo, ne critica apertamente la scelta e viene scacciato con tutto il suo seguito dai possedimenti paterni. I due figli più grandi dapprima ospitano e poi scacciano il padre dai propri castelli, quindi, temendone la rappresaglia, uniscono le loro forze ed espugnano la fortezza in cui Hidetora si era rinchiuso. Durante la battaglia il primogenito (Taro) viene fatto uccidere dal fratello (Jiro). Il vecchio genitore non regge al dolore ed impazzisce. Accompagnato solo dal suo consigliere e dal buffone di corte, abbandona le macerie del castello e si incammina senza meta, fino ad arrivare ad una capanna in cui incontra il fratello della moglie di Jiro, accecato tempo prima dallo stesso Hidetora, che ne aveva sconfitto il padre in battaglia. Appresa la verità, il trio si incammina di nuovo ed il vecchio prosegue la sua discesa nella follia. Saburo, aiutato da Fujimaki, il feudatario che lo aveva accolto, torna con un esercito a cercare il padre, con il quale infine si riunisce, ma viene ucciso durante la battaglia contro l’esercito di Jiro. Hidetora, stremato, muore. Il film si chiude con l’assedio del castello di Jiro da parte di Fujimaki e con la morte della moglie di Jiro per mano dei sicari della moglie di Taro. Resta vivo solo il fratello cieco della donna, seduto sulle macerie del castello di Hidetora.

Parabola sull’ingratitudine umana, il film ricalca il Re Lear di Shakespeare, partendo da un fatto storico realmente accaduto in Giappone, che però ebbe lieto fine, in quanto i figli del feudatario che aveva diviso il proprio patrimonio collaborarono prosperando. Resta centrale il tema del Karma che vendica le azioni malvagie degli uomini gettandoli in disgrazia. La scena dell’assalto al castello di Hidetora è una delle più intense e coinvolgenti della storia del cinema e presenta la caratteristica unica di avere musica classica al posto del normale sonoro.

Nella foto: un samurai arciere.

A presto! 

venerdì 13 maggio 2011

L'Arcadia della mia giovinezza


Titolo originale: Waga seishun no Arcadia

Anno: 1982

Regia: Tomoharu Katsumata

Autore originale: Leiji Matsumoto

Trama:
Il popolo alieno degli Illumidas attacca la Federazione Terrestre, che capitola al termine di una guerra sanguinosa. Il capitano Harlock, comandante dell’astronave Ombra di Morte, riceve l’ordine di rientro sulla Terra e danneggia irreparabilmente la sua nave nell’atterraggio, per evitare che cada in mani nemiche. Rifiutata ogni collaborazione con il governo fantoccio istituito dagli occupanti, Harlock si reca in un locale per mangiare. Qui conosce Tochiro, ed entrambi vengono coinvolti in una rissa che porta al loro arresto. Durante l’analisi genetica cui i due vengono sottoposti si scopre che i loro antenati si erano conosciuti al termine della seconda guerra mondiale ed erano diventati grandi amici. Una volta rilasciati, Tochiro mostra ad Harlock la poderosa astronave che ha costruito in segreto; i due la battezzeranno Arcadia, decidendo di utilizzarla per riunire tutti coloro che non vogliono sottomettersi agli oppressori e preferiscono vivere liberi nello spazio.

Il grandioso lungometraggio con cui inizia la saga del Pirata dello spazio è un manifesto contro la guerra e l’oppressione, in cui Matsumoto riversa tutta l’amarezza per un’umanità da lui vista non più all’altezza dei propri avi. Nell’edizione italiana, il finale con il decollo dell’Arcadia è sottolineato dal tema della serie tv: una scelta geniale, che commuove inevitabilmente chi è cresciuto vedendo le puntate originali in televisione.
A presto!

venerdì 6 maggio 2011

Dopo il D-Day

Nei giorni successivi allo sbarco in Normandia, il comando tedesco, mossosi in ritardo, dovette cercare di arginare l'avanzata degli Alleati.
Nella campagna francese, alcuni soldati si muovono verso le posizioni loro assegnate:
Sulla sinistra, vediamo un membro della Feldgendarmerie (polizia militare) che chiede indicazioni ad un suo collega sulla strada da seguire:
Notare la mimetica del motociclista, interamente confezionata con tessuto italiano, requisito dopo l'08 settembre 1943. Sia la casacca che i pantaloni presentano un fondo verde con chiazze marrone-rossicce e ocra. Gli scarponcini bassi hanno preso il posto degli stivali in cuoio.
Il soldato in piedi indossa la Waffenrock (tenuta da combattimento) standard grigioverde, con un telo mimetico sull'elmetto con schema Platanenmuster (fondo marrone e puntini in due toni di verde e due di marrone).
La vista dal retro ci mostra la targa, che identifica la motocicletta (una Zundapp ks750) come appartenente alla polizia militare.
Sull'altro lato del ponte vediamo il mezzo del secondo gendarme, una BMW r/75, mentre sullo sfondo passa il conducente del cavallo che traina l'artiglieria:
Appesi alla cintura del soldato vediamo i porta caricatori per il mitra MP40.
Nonostante l'elevata meccanizzazione, l'esercito tedesco ha continuato a sfruttare ampiamente il traino animale per tutta la durata della seconda guerra mondiale:
Il pezzo d'artiglieria illustrato è un Raketenwerfer 43, conosciuto come Puppchen: un vero e proprio cannone controcarro in miniatura.
Nel carrello ci sono due mine magnetiche ed una valigetta porta granate.
Chiude il corteo un soldato con una vistosa fasciatura sulla testa, che indossa la casacca mimetica Platanenmuster sulla divisa da combattimento e porta a tracolla il fucile Karabiner 98k.

Tutti i figurini sono in plastica, in scala 1.35, prodotti dalla Tamiya e dalla Dragon.
Le fasce di cuoio che reggono le armi portate a spalla dai soldati e le briglie del cavallo sono strisce di carta d'alluminio dipinte in marrone rossiccio.
L'effetto polvere è realizzato con alcune passate di colore ocra a pennello asciutto.
Il brecciolino e l'erba da presepe sono stai incollati alla base con del vinavil.

Per una rassegna di film di guerra cliccate qui.

A presto!