venerdì 24 giugno 2011

Vernici spray

Nei post parlo spesso di bombolette spray di vernice.
Ovviamente le case produttrici di attrezzature modellistiche ne offrono un’ampia gamma, ma io preferisco ripiegare su quelle ben più economiche “da carrozziere”.
Senza farsi ingannare dal nome: si tratta di comuni vernici acriliche in spray che aderiscono perfettamente alle plastiche utilizzate nei kit modellistici in commercio, anche senza il preventivo uso del primer, che, pure in versione spray, ormai uso solo nei casi più delicati, come plastiche molto morbide o leggermente untuose al contatto.
Si possono ottenere degli ottimi effetti sfumati procedendo per "fusione di colore", ovvero stendendo il colore di fondo e poi spruzzandoci sopra il colore successivo prima che il fondo sia asciutto.
L’unico vero difetto di queste vernici è che, a parte per il nero e per il bianco, i colori sono tutti lucidi. Per rimediare, nella stessa fascia di prezzo si può acquistare della vernice trasparente opaca con cui coprire il pezzo in lavorazione 24 ore dopo la stesura della prima vernice, oppure optare per la comune lavatura a pennello per la realizzazione delle ombre, comunque sufficiente a spegnerne i riflessi.
Per esperienza, aggiungo di tenere la bombola a circa 30 cm dal pezzo da verniciare e di dare passate veloci; in caso sia necessaria una seconda mano, occorre attendere sempre la completa asciugatura della prima (anche 24 ore, se necessario). Può essere utile costruirsi una cabina di verniciatura.
Di seguito vediamo come realizzare alcuni effetti speciali:
Vediamo una vernice con effetto “martellato”, disponibile in vari colori e una tipo “granito”, che, applicata su un colore precedentemente steso, riproduce la texture del materiale, sia nei colori che nella ruvidezza; attenzione, perché tende ad annullare i dettagli più piccoli.
La bombola più piccola contiene una vernice che, applicata su un fondo colorato del colore prescelto, riproduce le venature del marmo. Dando passate rapide e senza ritornare sugli stessi punti troppe volte, si ottiene un effetto molto realistico.
Le vernici illustrate hanno un prezzo ben più alto di quelle comuni, ma la quantità a disposizione ed il risultato ottenuto giustificano la spesa.
In caso la bomboletta non sia dotata di valvola autopulente, occorre capovolgerla dopo ogni utilizzo e spruzzare a vuoto.

A presto!

venerdì 17 giugno 2011

Imperial War Museum - Londra

Fondato durante la prima guerra mondiale, il museo fu spostato più volte fino a raggiungere la sua sede definitiva nel 1936, nell’edificio che ospitava il Bethlem Royal Hospital. Nel parco antistante l’ingresso principale si trovano due cannoni navali da 15 pollici (381 mm) provenienti dalle navi Ramillies e Resolution.
Il grande androne d’ingresso accoglie i pezzi più ingombranti della collezione, come questo proiettile del cannone ferroviario tedesco Dora, di ben 800 mm di calibro:
Tra i pezzi più interessanti, abbiamo un esemplare di sommergibile tascabile monoposto Biber…
…e una bomba volante Fieseler Fi-103, meglio conosciuta come V-1, progenitrice dei moderni missili cruise:
L’esposizione continua su 4 piani ed un vastissimo sotterraneo che contiene pezzi relativi a tutte le guerre moderne in cui sia stato coinvolto il Regno Unito. Di particolare importanza è l’aquila originale in bronzo che ornava l’edificio della cancelleria di Adolf Hitler:
Il museo è il centro nevralgico di un complesso di 5 sedi distaccate ed è il punto focale per tutte le ricerche sulla storia bellica dal primo ‘900 in poi, disponendo di uno dei più vasti archivi documentali e fotografici del mondo.
Per maggiori informazioni, cliccate qui.
A presto!

venerdì 10 giugno 2011

Ook!

Il ruolo di capo bibliotecario dell’Università Invisibile di Ankh-Morpork è un incarico di grande responsabilità e prestigio. Tuttavia, non è esente da alcuni rischi, come sa bene il Dr. Horace Worblehat, di cui abbiamo una recente immagine:
A causa di un’onda di magia anomala, è stato trasformato in un orang-utan di circa 140 kg (si vedano i romanzi The Colour of Magic e The Light Fantastic o il lungometraggio tratto da entrambi).
C’è da dire che non tutti i mali vengono per nuocere, dato che egli stesso non ha mai chiesto ai maghi di essere ritrasformato in umano, probabilmente a causa della maggiore agilità acquisita, che gli consente di muoversi liberamente tra gli infiniti scaffali di testi magici e di arrampicarsi su di essi senza usare le scale.
Data l’incredibile mole di libri contenuti nella biblioteca, questa è divenuta un portale verso l’L-spazio, una sorta di dimensione parallela che unisce tutte le librerie e biblioteche del multiverso, consentendo ai soli Custodi (di cui Horace fa parte) di muoversi liberamente attraverso tempo e spazio.
Grazie a questa peculiarità, il Bibliotecario è stato in grado di aiutare in più occasioni la Guardia Cittadina, ovviamente, quando non è al pub a rilassarsi!
Ormai il suo nome umano è stato dimenticato da tutti e, anche se il suo vocabolario è ridotto alla sola parola “Ook!”, pare che non abbia problemi a farsi capire dai soggetti interessati, all’occorrenza.

Ora passiamo al lato tecnico.
La miniatura è in metallo (28 mm), acquistata on-line sul sito PJSM; data l’ottima fattura, non è stato necessario un gran lavoro di pulizia.
Passato un fondo marrone scuro a spruzzo, il colore marrone-rossiccio è stato sovrapposto a pennello asciutto.
Colorati gli altri particolari, il tutto è stato coperto di una lavatura marrone.
Passando al fondale, abbiamo il pavimento dipinto a mattonelle irregolari con l’aiuto di uno stencil per belle arti, mentre i libri sono stati realizzati con pezzetti di cartoncino racchiusi in rettangoli di plasticard da 0.5 mm, che ne simulano la copertina e il dorso.
Il tocco finale è dato dagli scaffali, riprodotti con due copie di un segnalibro in cartoncino, ritagliate su misura ed incollate su un fondo di plasticard da 0.75 mm; a tal proposito, è doveroso un ringraziamento a Ida, Fed e Ale, che hanno ideato il trucco, trovato ed acquistato il necessario.

Per una rassegna di film fantasy cliccate qui.
A presto!  

venerdì 3 giugno 2011

Il nemico alle porte

Titolo originale: Enemy at the gates

Anno: 2001

Regia: Jean-Jacques Annaud

Interpreti: Jude Law, Joseph Fiennes, Bob Hoskins, Ed Harris, Ron Perlman

Trama:
Durante la battaglia di Stalingrado il soldato Zaitsev rivela le sue straordinarie capacità di cecchino. Per contrastarlo, l’esercito tedesco invia il maggiore Konig, ottimo tiratore scelto. L’immane scontro nella città assediata scompare sullo sfondo della sfida mortale tra i due uomini, che, tra sotterfugi, delazioni e tanto coraggio, si risolverà a favore del russo.

Il film è sviluppato su un soggetto elaborato originariamente da Sergio Leone, che morì prima di poter concretizzare il progetto. Notevoli le scene di battaglia, con un impietoso sguardo “dietro le quinte” dell’esercito sovietico, che non esitava a mandare al massacro i propri soldati, inviati al fronte privi di armi, per la cronica scarsità di mezzi da cui era afflitto. Un grande Bob Hoskins incarna la figura di Nikita Kruscev, inviato sul posto dallo stesso Stalin, con il compito di non cedere Stalingrado a nessun costo e senza alcun riguardo per la vita dei suoi sottoposti. Buono l’approfondimento psicologico dei protagonisti, peccato per la divisione degli stessi in “buoni” e “cattivi” che avviene nel finale. Per la cronaca, il vero cecchino tedesco che si scontrò con Vassilji Zaitsev era il colonnello Thorwald  delle SS. Tuttora il fucile del soldato sovietico è conservato nel Museo della Grande Guerra Patriottica, a Mosca.

Nella foto: una scena di combattimento sul fronte orientale.
A presto!