venerdì 29 luglio 2011

HMS Belfast (C35)

La HMS Belfast fu varata nel 1938 nei cantieri dell’omonima città. Gravemente danneggiata da una mina tedesca all’inizio della seconda guerra mondiale, ritornò in azione nel 1942, partecipando alla scorta dei convogli lungo la rotta artica e alla battaglia di Capo Nord.
Dopo aver appoggiato lo sbarco in Normandia durante l’operazione Nettuno, fu spostata nell’oceano Pacifico con il ruolo di nave ammiraglia. Partecipò alla guerra di Corea e venne rimodernata tra il 1956 e il 1959.
Posta in disarmo nel 1963, grazie all’intervento di enti privati e del contrammiraglio sir Morgan Morgan-Giles, venne trasformata in museo, aprendo i battenti il 21 ottobre 1971.
Attualmente la nave è ancorata nella “Pool of London”, di fronte alla Torre di Londra e a pochi passi dal Tower Bridge. È interamente visitabile ed è l’ultimo incrociatore appartenente alla classe “Town” ancora esistente. Come museo fa parte del circuito dell'Imperial War Museum.
Per maggiori informazioni, cliccate qui.
Per il modellino nella foto, cliccate qui.
A presto!

venerdì 22 luglio 2011

Il Tristo Mietitore

Anche su Discworld la morte è una realtà che attende tutti, ma qui alla fine della vita si viene accolti da un personaggio davvero particolare: Morte. Infatti non stiamo parlando di una generica incarnazione della morte, ma di un soggetto ben preciso, che si sforza di capire l'umanità, anche se con poco successo, e parla solo IN CARATTERI MAIUSCOLI.
Qui lo vediamo attorniato da sua nipote (!) Susan Sto Helit e dal suo factotum Albert Malich:
I tre si trovano nella sala che contiene le clessidre (lifetimer) che scandiscono la vita di ogni essere umano. Si nota, nelle cavità infinite degli occhi di Morte, una piccola scintilla azzurra, fredda e lontana.
La spada che Morte porta al fianco è usata per raccogliere le anime dei re, che, come avrà modo di spiegare al suo assistente Mortimer, hanno un privilegio particolare, quindi su di loro non si può usare la falce, come per gli altri mortali.
Dietro un angolo del suo mantello vediamo la personificazione di una parte di lui: la Morte dei Ratti. La creazione di questa piccola entità si ebbe in seguito allo "sciopero" indetto dallo stesso Morte, a seguito dell'accusa rivoltagli dagli Uditori (esseri sovrannaturali con cui è perennemente in contrasto) di non essere obiettivo nel suo operato.
L'assenza di Morte causò il distribuirsi dei suoi poteri in tante piccole personificazioni, che poi furono riassorbite nell'entità principale, ma la Morte dei Ratti rimase indipendente, forse per una simpatia dello stesso Mietitore, conscio del peso della solitudine.
Nelle due foto successive, vediamo Susan, nipote di Morte.
Morte accolse nella sua dimora extra-temporale la madre di Susan, Ysabell, qundo era ancora sedicenne, per evitarle una fine prematura, forse in un momento di (rara) umanità. In seguito, Ysabell si innamorò e si sposò con Mortimer, un apprendista umano assoldato da Morte per alleggerirsi il lavoro. Dalla loro unione nacque Susan, che, pur vivendo una vita (quasi) normale su Mondo Disco, non disdegna le visite del nonno.
Per ultimo, ecco Albert Malich:
Alberto Malich il Saggio è un mago di enorme potenza, ed è il fondatore dell'Università Invisibile. Nel tentativo di allontanare Morte e vivere in eterno, si ritrovò proprio nella magione di quest'ultimo, e, notando che il suo lifetimer era ormai quasi esaurito, decise di restare come factotum del padrone di casa, dato che, in questa dimensione, il tempo, ovviamente, non scorre.
Il suo ruolo è di mantenere in ordine la residenza di Morte e sfamare Ysabell e Mort (finchè presenti) con vari manicaretti, tra cui le sue famose uova fritte.

Splendide miniature in metallo in scala 28mm, acquistate sul sito della PJSM. Per la scelta dei colori ho usato le immagini del lungometraggio Hogfather, trasposizione dell'omonimo romanzo di Terry Pratchett. Ho aggiunto un tocco particolare coprendo le vesti nere di Morte e di Susan con una lavatura viola, che ne ha esaltato luci ed ombre.
La base è una lastra di ardesia, acquistata nel reparto casalinghi di un centro commerciale, mentre lo sfondo è una stampa incollata su lastre di plastica ritagliate da un cartello "vendesi".
Per il disegno degli scaffali devo assolutamente ringraziare la mia amica Fed, che ha elaborato quanto vedete interamente al computer, non trascurando il particolare delle diverse altezze della sabbia nelle varie clessidre.

Per una rassegna di film fantasy cliccate qui.
A presto!

venerdì 15 luglio 2011

Cabina di verniciatura

È uno strumento essenziale per l’utilizzo di vernici spray in bombola. Dati gli alti costi richiesti dai produttori, vi propongo una soluzione molto economica:
Il tutto è realizzato con tavole di legno truciolato da 4 mm di spessore, tenute insieme con giunzioni metalliche ad “L” e comuni viti da legno.
Al centro si nota la pedana girevole in plastica, necessaria al raggiungimento di tutte le parti del pezzo in lavorazione.
Sui lati ho fissato con del biadesivo 4 bracci flessibili dotati di pinzetta per il fissaggio di pezzi piccoli o di intere stampate (ad esempio, quelle con i cingoli dei corazzati): si tratta di mollette ferma appunti.
Una parte fondamentale della struttura è il ventilatore da tavolo, fissato alla parete con due ganci ad “L”, che serve a dissipare i fumi della vernice, mentre per l'illuminazione consiglio una lampada a pantografo dotata di lampadina a luce solare (fredda).
La struttura esaminata è stata fissata in un angolo del mio garage (ovvero, la mia “sala diorami”), ma è ovvio come si possa realizzarne una mobile, anche in cartone spesso, da poggiare magari su un balcone o comunque in un luogo arieggiato ed illuminato.
Per proteggermi dalla vernice, io uso guanti in vinile (meno aderenti e più facilmente riutilizzabili di quelli in lattice), occhiali di protezione e maschera ai carboni con filtro sostituibile.
Tutti i componenti sono stati acquistati nei discount o nelle grandi ferramenta (OBI, Brico, Castorama): dove si può, è meglio risparmiare!

A presto!

venerdì 8 luglio 2011

Il Signore degli Anelli (trilogia)


Titolo originale: The Lord of the Rings

Anno di inizio trilogia: 2001

Regia: Peter Jackson

Interpreti: Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen, Orlando Bloom, Cate Blanchett, Liv Tyler

Trama:
La tranquilla vita dello hobbit Frodo Baggins viene sconvolta dalla rivelazione, fattagli dal mago Gandalf, che l’anello che suo zio Bilbo custodisce da tempo è magico ed ha un’incredibile potenza, al punto che il suo creatore, il malvagio Sauron, è disposto a tutto per riaverlo. Inizia così un lungo viaggio che porterà Frodo ad incontrare nuovi amici con cui affrontare i pericoli mortali che gli si pareranno davanti e la crescente pressione mentale che lo stesso anello gli imporrà, fino a giungere nel cuore del territorio nemico, per gettare l’anello nel vulcano (Monte Fato) dalla cui lava era stato forgiato molto tempo prima.

Tratto dall’opera di J.R.R. Tolkien, universalmente riconosciuta come pietra miliare del genere fantasy, la trilogia ha ottenuto un enorme successo, pur scontentando i tolkeniani a causa di molte variazioni alla storia originale. Splendide le scenografie, che, pur avvalendosi delle distese verdi della Nuova Zelanda, sono in gran parte disegnate al computer, come pure in computer grafica è realizzato il personaggio di Gollum, con risultati di eccezionale realismo.

Nella foto: Sauron e Isildur.
A presto!

venerdì 1 luglio 2011

RoboCop


Titolo originale: RoboCop

Anno: 1987

Regia: Paul Verhoeven

Interpreti: Peter Weller, Nancy Allen

Trama:
In un futuro corrotto e distopico, la città di Detroit sta per essere acquistata dalla potente organizzazione OCP, che non nasconde i suoi intenti di demolizione di tutto l’abitato per consentire la costruzione di una nuova città di proprietà privata ad uso dei ceti più ricchi. In un ambiente socialmente degradato, la polizia, a corto di fondi, ingaggia una lotta impari con i criminali. L’agente Murphy cade nella trappola di alcuni malviventi e viene quasi ucciso; il suo cervello, recuperato dalla OCP, verrà installato in un corpo meccanico, dando vita ad un prototipo di poliziotto-cyborg: RoboCop. Operando in questa nuova veste, il protagonista dovrà affrontare il riaffiorare dei ricordi della sua vita precedente, che alla fine avranno la meglio, facendogli ritrovare l’umanità perduta.

Film violento e a tinte fosche, ricalca il filone post-apocalittico tipico degli anni ’80, inserendosi a pieno titolo nel genere cyberpunk. Stavolta il collasso è di tipo sociale e la rappresentazione dei criminali violenti e psicopatici fa da contrasto ad una società apatica e sottomessa, dominata da individui potenti e corrotti. L’idealismo di Murphy e di alcuni suoi colleghi l’avrà vinta, ma non darà luogo ad alcun lieto fine, poiché i leader della OCP ne usciranno comunque illesi.

Nella foto: il protagonista.
A presto!