giovedì 29 dicembre 2011

Navi vichinghe

Piombati sulla scena europea verso la fine dell'VIII secolo dopo Cristo, i Vichinghi si dimostrarono abili navigatori e carpentieri (oltre che guerrieri e predoni).
Nel 1913 fu ritrovata, presso Oseberg, la nave sopra illustrata, della lunghezza di circa 21 m per una larghezza di circa 5 m nella parte più larga.
Pregevoli gli intarsi sulle estremità dello scafo e sul bordo alto delle murate...
...che culminano con due polene a forma di serpente attorcigliato:
 Notare lo stivaggio dei remi:
Molto simile è la nave ritrovata a Gokstad nel 1932, seppure più lunga (23 m) e leggermente più larga (5.5 m), con un pescaggio più elevato e murate più alte:
La nave di Gokstad è stata datata al 890 a.D., circa 90 anni dopo quella di Oseberg, ed è priva dei fregi e delle elaborate polene, in cambio di una superiore stabilità in mare aperto, data soprattutto dalla maggiore profondità dello scafo. Di seguito ne vediamo l'interno della parte poppiera con l'asta di comando del timone:
Entrambe le navi, di tipo Karvi, furono ritrovate all'interno di tumuli funebri, unitamente a svariati oggetti ed animali, destinati a seguire i defunti nell'aldilà. Tutti i pezzi ritrovati sono conservati nel museo delle navi vichinghe di Oslo insieme alle navi ed ai resti di una terza imbarcazione, di cui rimane solo parte dello scafo.
Per il modellino nella foto sopra, cliccate qui.
A presto!

giovedì 22 dicembre 2011

Terry Pratchett's Hogfather

Anno: 2006

Numero Episodi: 2

Regia: Vadim Jean

Interpreti: David Jason, Michelle Dockery, Ian Richardson

Trama:
Su Mondo Disco è la notte di Hogswatch, una festività molto simile al Natale terrestre, ma qui è Hogfather che porta i doni ai bambini buoni, volando sulla sua slitta trainata da cinghiali. Quest'anno, però, qualcuno ha deciso di eliminare l'omone vestito di rosso e bianco ed assolda il miglior assassino della Gilda. Hogfather in effetti, scompare, e tutta la fede riposta in lui si ridistribuisce su Mondo Disco, causando l'apparizione di tutta una serie di spiritelli minori, come il Mostro Mangia-calzini o il Folletto delle Verruche. La sparizione del bonario personaggio, però, rischia di avere conseguenze ben più gravi sull'intero multiverso, quindi Morte è costretto a sostituirlo (con l'aiuto dell'inseparabile Albert), mentre sua nipote Susan , che cerca di vivere come una comune tata, deve investigare per chiarire l'arcano.

Tratto dal romanzo omonimo, Hogfather è il primo adattamento televisivo delle opere di Terry Pratchett, cui seguiranno The Colour of Magic e Going Postal. Splendida favola natalizia, mescola tutti i riti, le usanze e le contraddizioni del "giorno in cui sono tutti più buoni". Diverse trovate geniali fanno riflettere sui miti e gli spauracchi dell'infanzia.
Commovente cammeo dell'autore nel ruolo del gestore del negozio di giocattoli contro la cui vetrina rimane incollato il giovane Albert.

Nella foto: il Tristo Mietitore.
A presto!

giovedì 15 dicembre 2011

Dettagli tecnici

Direttamente dagli archivi di Starfleet, abbiamo a disposizione alcune immagini dello spaccato della USS Enterprise (NCC-1701), varata nel 2245 nei cantieri di San Francisco, sul pianeta Terra:
La vista dalla 3/4 anteriore consente di apprezzare le direttrici di taglio ed il piedistallo del modellino, che riproduce lo stemma della nave, adottato in seguito da tutta la Flotta Stellare. La nave è divisa in 23 ponti, tutti collegati tramite turboascensori, e dispone di 14 laboratori scientifici.
Passiamo ad esaminare la sezione a disco, che contiene i primi 11 ponti della nave. Spiccano subito la plancia di comando, sul ponte 1, i banchi phaser (sul lato opposto, ponte 11) ed uno dei turboascensori (in blu), che consentono ai 430 membri dell'equipaggio un rapido trasferimento tra i ponti:
La plancia di comando, vero centro nevralgico della nave, ha un design semplice e funzionale. Il capitano siede su una poltrona posta in posizione rialzata, subito dietro le consolle del navigatore e del timoniere, tra i quali è posto l'astrogatore, essenziale strumento di controllo della nave. Tutto intorno, le pareti sono coperte dai quadri strumenti delle postazioni di servizio, tra cui la postazione scientifica ed il controllo delle comunicazioni:
I motori ad impulso, posti sul retro della sezione a disco, forniscono la spinta per la navigazione di prossimità, ma per i viaggi interstellari l'Enterprise si avvale di potenti motori a curvatura che sfruttano la reazione tra materia ed antimateria, posti in due gondole sul retro dello scafo:
Per finire, una vista dal lato opposto fornisce un'idea del design generale della nave.
Splendido modellino in plastica della AMT-ERTL, pubblicato in occasione del trentennale della serie classica (TOS).
Lo scafo è stato dipinto con vernice spray, riservando la colorazione a pennello per gli interni e i particolari.
Ottimo il dettaglio e buono l'incastro tra i pezzi, che devono essere ripuliti con lima e taglierino solo in minima parte; nel kit ci sono anche le parti eliminate della nave, in modo da poter ricostruire l'Enterprise per intero.
Carenti le istruzioni sulla colorazione dei componenti, per la quale è necessario rivedere le puntate del telefilm.

A presto!

mercoledì 7 dicembre 2011

Tora! Tora! Tora!


Titolo originale: Tora! Tora! Tora! (Tigre! Tigre! Tigre!)

Anno: 1970

Regia: Richard Fleischer, Kinji Fukasaku, Toshio Masuda

Interpreti: Martin Balsam, Jason Robards, So Yamamura, Tatsuya Mihashi

Trama:
Alle 07.55 del mattino (ora locale) del 07.12.1941 due ondate di aerei da guerra giapponesi partiti dalle portaerei devastano la base navale americana di Pearl Harbor con due ore di anticipo sulla consegna ufficiale della dichiarazione di guerra. Colti di sorpresa, nonostante i molti indizi delle settimane precedenti, i soldati statunitensi tentano una reazione, ma il colpo è durissimo: si salvano solo le due portaerei, casualmente in mare aperto per un’esercitazione.

Basato sui fatti che causarono l’entrata degli USA nella seconda guerra mondiale, il film riproduce fedelmente l’attacco, senza cadere nello stereotipo del “buoni e cattivi”: il ritardo nella consegna della dichiarazione di guerra da parte dell’ambasciata giapponese fu dovuto al licenziamento, per motivi di segretezza, del personale americano, che comprendeva anche tutte le segretarie; i rilievi fatti dal personale giapponese all’interno della base e le incursioni di alcuni sottomarini-spia furono trascurati dall’intelligence militare; infine, il radar rilevò l’arrivo dei bombardieri giapponesi, che furono però scambiati per alcuni B-17 in volo di trasferimento. Da parte giapponese, si pone in risalto la decisione di non lanciare una terza ondata d’attacco che avrebbe definitivamente raso al suolo la base, come pure la consapevolezza che non aver distrutto le portaerei americane ha limitato grandemente il successo della missione.
Il titolo del film è il segnale radio con cui Mitsuo Fuchida, comandante della prima ondata d'attacco, segnalò l'ottenimento dell'effetto sorpresa.

Nella foto: la portaerei Akagi.

A presto!

giovedì 1 dicembre 2011

Hetzer

Con l'annessione della Cecoslovacchia, il Terzo Reich venne in possesso dell'intera produzione di corazzati della Skoda, che per alcuni versi erano di qualità superiore ai panzer I e II allora disponibili. Tra questi fu il TNH-PS (LT-38) che si dimostrò il più versatile, al punto da poter essere usato come base per lo sviluppo di vari mezzi nel corso del conflitto. Una delle trasformazioni più riuscite fu il cacciacarri Hetzer, illustrato in questa foto, scattata nella base aerea di Duxford (UK):
Il mimetismo "da imboscata" divenne comune nel 1944-45 e prevedeva l'applicazione di chiazze in ocra e verde su tutto il mezzo, già dipinto nei tre colori standard (ocra, verde e marrone-rossiccio). Nella foto successiva vediamo, invece, un mezzo conservato nel museo dei corazzati di Bovington (UK), che reca la mimetica ungherese in verde, marrone e crema:
Dopo la seconda guerra mondiale il mezzo fu adottato dall'esercito svizzero, che continuò a produrlo su licenza con il nome di G13.
Dettagli tecnici:
Lunghezza: 6.2 m; larghezza: 2.5 m; altezza: 2.1 m; peso: 14.5 t; equipaggio: 4; velocità massima: 39 km/h; calibro cannone: 75 mm

Nell'ultima foto vediamo un modellino in scala 1:48.
Per una guida ad alcuni musei cliccate qui.

A presto!