giovedì 23 febbraio 2012

U-Boot 96


Titolo originale: Das Boot

Anno: 1981

Regia: Wolfgang Petersen

Interpreti: Jurgen Prochnow, Herbert Gronemeyer

Trama:
Nel 1941 il sommergibile U-96 parte dalla base francese di La Rochelle, con a bordo il tenente Werner, in qualità di corrispondente di guerra. L’entusiasmo del tenente viene subito spento dalle parole del comandante del battello, soprannominato Der Alte (il vecchio), e dalle condizioni di vita, che alternano snervanti attese a momenti di forte stress, il tutto in un ambiente claustrofobico e dall’aria irrespirabile. L’affondamento di alcune navi inglesi dovrebbe concludere la missione, ma il sommergibile viene deviato verso la base di rifornimento di Vigo, dove riceve l'ordine di forzare lo stretto di Gibilterra, presidiato dagli Inglesi, nel tentativo di arrivare a La Spezia. Evitato per poco l’affondamento durante il passaggio dello stretto, lo U-96 dirige verso un porto francese, dove, una volta attraccato, è fatto oggetto di un attacco aereo che lo affonda, uccidendo alcuni membri dell’equipaggio e lo stesso comandante.  

Tratto dall’omonimo romanzo di Lothar Gunter Buchheim, il film si concentra sulla condizione degli uomini e sui risvolti psicologici della vita in un sommergibile in tempo di guerra. La noia e il fastidio della coabitazione in un ambiente estremamente ristretto cedono il passo al terrore ed allo stress durante gli attacchi che il battello subisce più volte durante la missione. Sguardo impietoso sulla condizione del soldato in guerra, che non lascia spazio a preconcetti ed ideologie.
Il sommergibile utilizzato nelle riprese è un modello in scala reale, ricostruito fin negli ultimi dettagli, come pure fedelissima è la riproduzione di divise ed equipaggiamenti.

Nella foto: lo U-47 di Gunther Prien.

A presto!

giovedì 16 febbraio 2012

Brothers of war - Sotto due bandiere

Titolo originale: Taegukgi hwinalrimyeo

Anno: 2006

Regia: Kang Je-Gyu

Interpreti: Jang Dong-kun, Lee Yeong-ran, Won Bin

Trama:
Un gruppo di archeologi coreani, scavando lungo il 38° parallelo, trova uno scheletro che viene identificato come appartenente al soldato Lee Jin-Seok. Ma Lee Jin-Seok, anche se molto vecchio, è ancora vivo e i resti sono quelli del fratello, Jin-Tae, disperso durante la Guerra di Corea. La tragedia risale al 1950, agli inizi del conflitto: Jin-Seok e Jin-Tae sono due giovani che si ritrovano coinvolti in una guerra sanguinosa e fratricida. L'incalzare degli eventi avvelena l'animo e la mente di Jin-Tae, che tradisce la Corea del Sud e passa al nemico. Jin-Seok perde così le sue tracce fino ad incontrarlo di nuovo sul fronte, quando sarà proprio Jin-Tae a salvargli la vita, redimendosi con il proprio sacrificio.

Maggior successo cinematografico coreano di sempre, il film riapre una ferita mai chiusa del tutto: l’invasione della Corea del Sud agli inizi degli anni ’50. In un mondo ancora destabilizzato dalla seconda guerra mondiale, con nuovi assetti geopolitici da definire, la guerra fredda viene combattuta da USA e URSS per interposta persona, tramite i conflitti locali che coinvolgono il sud-est asiatico, ma che vedono le due superpotenze operare dietro le quinte. La responsabilità di una guerra fratricida viene scaricata sull’ideologia estremista del comunismo cinese, che trasforma una coppia di fratelli in acerrimi nemici. Splendida la ricostruzione storica, anche per quanto riguarda i rapporti, spesso conflittuali, dell’esercito sud-coreano con l’alleato statunitense.

Nota storica:
la flotta americana di appoggio comprendeva anche la corazzata Missouri, reduce dalla seconda guerra mondiale.

Nella foto: un obice trainato da 203 mm.

A presto!

venerdì 10 febbraio 2012

Foiba di Basovizza

Al termine della seconda guerra mondiale, i partigiani jugoslavi, comandati da Tito, entrarono in terrorio italiano, occupando Trieste e l'Istria. Con il desiderio di vendicarsi per quanto subito sotto la dominazione italo-tedesca e di imporre al nemico la propria dottrina comunista, misero in atto un feroce rastrellamento di militanti fascisti, militari italiani, oppositori al Comunismo o presunti tali. I malcapitati, tra cui molti civili estranei ai fatti contestati, vennero torturati e gettati, spesso ancora vivi, nei pozzi di origine naturale della zona, chiamati foibe (fosse), nel dialetto locale. Nel 1992 la foiba sita a Basovizza, nei pressi di Trieste e a pochi passi dal confine sloveno, è divenuta monumento nazionale:
Di seguito vediamo il cippo marmoreo che riproduce lo spaccato del pozzo:
Un monumeto metallico alla memoria dei caduti sovrasta la copertura, anch'essa metallica, che chiude la foiba vera e propria, attorniata dalle lapidi commemorative di varie associazioni e corpi militari:
Un piccolo sacrario all'interno del complesso custodisce la documentazione su quanto avvenuto.
Il 10 febbraio è il giorno ufficiale del ricordo di una strage passata largamente sotto silenzio negli anni successivi alla guerra e che, a tutt'oggi, resta una scomoda realtà della storia italiana.

A presto!

giovedì 2 febbraio 2012

Disarmato in battaglia (EA-6B Prowler)

Il velivolo EA-6B Prowler (Predatore) è un quadriposto da guerra elettronica prodotto dalla ditta Grumman.
L'aereo deriva dall'A-6 Intruder, aereo da appoggio tattico: le maggiori differenze sono l'aggiunta di un bulbo contenente apparati elettronici sulla sommità della deriva e di due sedili aggiuntivi per gli operatori ai sistemi. All'esterno trovano posto fino a 5 gondole ECM; nel modello illustrato due di esse sono state sostituite da serbatoi sganciabili, che ne allungano il raggio d'azione.
In occasione di missioni di soppressione dei radar nemici, il Prowler può essere equipaggiato con missili antiradar AGM-88 Harpoon (peraltro non previsti nella versione in esame, ma solo nelle successive). Il perspex che compone il tettuccio è ricoperto di una sottilissma foglia di oro, volta a bloccare l'ingresso di radiazioni dannose provenienti dalle apparecchiature di disturbo elettronico.
L'aereo ha un peso massimo al decollo di 27.900 kg ed è capace di una velocità massima di 1048 km/h.
Il velivolo ha preso parte alla guerra in Vietnam e ad entrambe i conflitti in Iraq.
Attualmente è in uso presso US Navy, Marines e USAF, anche se in corso di sostituzione con la versione da guerra elettronica del F/A-18.

Modellino in plastica in scala 1:72 di una ditta ignota: l'ho acquistato per pochi euro in un discount.
E' stato necessario un ampio lavoro di stuccatura delle parti, che non combaciavano affatto tra loro, cosa che ha reso indispensabile la decisione di oscurare il cockpit e ridipingerne i montanti a mano con un pennello sottile.
A parte carrello e cupolino, il resto è dipinto con vernice acrilica a spruzzo, sulla quale ho preferito non applicare lavature, per un aspetto finale più pulito.

Per una panoramica sui film di guerra cliccate qui.

A presto!