giovedì 26 aprile 2012

Pennarelli a vernice

Alcuni modellini richiedono delle decorazioni difficili a realizzarsi con colori e pennelli. Io ho trovato molto comodi i pennarelli a vernice, spesso utilizzati per i piccoli ritocchi su superfici rigate o rovinate:
Sono caricati con vernice acrilica e vengono prodotti da varie ditte con varie grandezze delle punte in feltro. Sono adatti a molti tipi di materiali e scrivono tranquillamente sulla plastica, anche se già verniciata.
Di seguito un esempio:
La riga gialla sulla fusoliera e sui motori di questo Boeing 737-800 è stata realizzata con un pennarello di questo tipo.
Normalmente il costo non è elevato, ma, al solito, occorre approfittare delle offerte a basso prezzo di supermercati e centri commerciali per ampliare la gamma di colori senza spendere troppo.
A presto!

giovedì 19 aprile 2012

Band of brothers (serie)


Anno: 2001

Puntate: 10

Interpreti: Damian Lewis, Donnie Wahlberg, Ron Livingston, Matthew Settle, David Schwimmer

Trama:
La compagnia Easy (506° reggimento, 101° divisione aviotrasportata USA) viene costituita ed addestrata in vista dell'invasione dell'Europa, occupata dalle truppe naziste. Dopo aver preceduto lo sbarco in Normandia ed aperto la strada ai commilitoni, la "Banda di fratelli" si troverà coinvolta nella dura avanzata verso la Germania occidentale, portando soccorso alle truppe assediate a Bastogne e facendo la sconvolgente scoperta dei campi di concentramento, fino ad arrivare alla residenza montana di Hitler, a Berchtesgaden.

Tratto dall'omonima opera di Stephen Ambrose (che ha curato anche la sceneggiatura), la serie mostra le origini dei corpi paracadutati americani ed il loro impiego in Europa attraverso le vicende personali dei soldati. Ogni puntata è inframezzata dagli interventi dei reduci della Compagnia Easy, che forniscono un commosso contributo al valore storico dell'opera. Molto dettagliata la ricostruzione degli eventi, delle armi e degli equipaggiamenti; molti dei mezzi tedeschi coinvolti negli scontri sono reali pezzi d'epoca, perfettamente restaurati.
Una curiosità: il titolo "Banda di fratelli" è una citazione dall'Enrico V di Shakespeare.

Nella foto: un paracadutista della 101° divisione.
A presto!

giovedì 12 aprile 2012

Dio lo vuole!

L'ordine monastico-militare dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis (Poveri compagni d'arme di Cristo e del tempio di Salomone) venne fondato nel 1118-1119, secondo alcuni su iniziativa di Ugo di Payns, per difendere i pellegrini che si recavano a Gerusalemme dagli attacchi dei predoni.
La regola dell'ordine fu codificata nel 1129 da Bernardo di Chiaravalle.
L'attività dei Templari arrivò anche a coprire la gestione finanziaria dei beni dei pellegrini, che potevano depositare i loro denari in una delle banche gestite dall'ordine in Europa, facendosi rilasciare delle "note di banco" (da cui derivano le banconote odierne), che potevano poi essere di nuovo convertite in moneta presso un'altra filiale in Terrasanta.
L'attività militare dell'ordine si svolse sia in Medio Oriente, contro i musulmani, che nell'est europeo, contro i pagani della Livonia (regione compresa nel territorio delle odierne Repubbliche Baltiche).
Cresciuti in potere e ricchezza, i cavalieri si attirarono le invidie del re di Francia Filippo IV il Bello, che, manovrando papa Clemente V, riuscì a far sciogliere l'ordine nel 1312 e ad imbastire un processo per blasfemia contro i suoi appartenenti, con il risultato di farne condannare molti al rogo (tra cui l'ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay) ed incamerarne i beni.
Il figurino mostrato indossa una cotta di maglia coperta dalla tipica tunica bianca con la croce patente rossa, simbolo del sangue versato per la fede (la stessa croce si ritrova come onoreficenza nell'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale).
Lo scudo riproduce il Beauceant, simbolo templare dal dubbio significato (un'interpretazione è quella del dualismo tra Bene e Male, simboleggiati dai colori bianco e nero), spesso riprodotto anche sulle bandiere.

Figurino in metallo della Andrea Miniatures di 65 mm d'altezza, acquistato in edicola come prima uscita di un'opera dedicata ai Templari della Hobby & Work.
Ottimo il dettaglio, imprecisa la colorazione, che ho coperto con un primer spray bianco, su cui ho steso i colori acrilici a pennello. La cotta di maglia è stata realizzata con un drybrush in colore metallico su fondo nero, mentre le pieghe della veste sono state messe in risalto con una lavatura di colore nero (marrone per l'incarnato).
A presto!

giovedì 5 aprile 2012

Harlock saga - L'anello dei Nibelunghi

Titolo originale: Harokku Saga Niberungu no yubi wa

Anno: 1999

Numero episodi: 6

Regia Yoshio Takeuchi

Autore: Reiji (Leiji) Matsumoto

Trama:
Il pianeta Valhalla, situato al centro dell’universo, è dominato dagli Dei, che sfruttano i Nibelunghi come forza lavoro. Il tempo non scorre grazie al suono dei due organi gemelli suonati da Freya e Mime. Quest’ultima, che è anche la navigatrice dell’Arcadia, abbandona la nave di Harlock per raggiungere il fratello Alberich, che sta organizzando la rivolta contro gli Dei. Per poter contrastare l’onnipotenza del nemico, Alberich ruba l’oro sacro del Reno e lo porta a Tadashi Daiba, un artigiano terrestre, affinchè lo usi per forgiare l’anello che gli garantirà la vittoria. Nel frattempo Odino, accortosi della destabilizzazione dell’universo causata dal furto dell’oro, ordina i giganti Fafner e Fasolf la costruzione di una fortezza spaziale in cambio della mano di Freya, che non accetta il patto e fugge sull’Arcadia con Mime. L’attacco dei ribelli alla fortezza degli Dei consente alla nave di Harlock di avvicinarsi indisturbata, ma, annullato il potere dell’anello per mezzo di un fluido corrosivo fatto di malvagità (il Drago), Odino riesce a rinchiudere Alberich nella fortezza, dove viene raggiunto da Harlock, che gli prende l’anello per poterlo rimettere a posto, ripristinando così l’equilibrio dell’universo e lo staus quo tra Nibelunghi e Dei. La Fortezza collassa sotto il potere del “Drago”, che ne fuoriesce e contamina l’universo. Harlock ha evitato il peggio, ma la sua missione, volta a portare la pace nell'universo, è divenuta più difficile.

In questa reinterpretazione fantascientifica del mito norreno il pirata Harlock veste i panni di Sigfrido, sulle immortali note delle musiche di Wagner. Al solito, l’opera di Matsumoto presenta molti punti oscuri e molti interrogativi destinati a rimanere senza risposta, senza peraltro perdere nulla in grandiosità e potenza evocativa. Pur mancando un lieto fine, il capitano dell’Arcadia dimostra ancora una volta di cosa sia capace un semplice essere umano spinto da ideali elevati. Il ritorno alla schiavitù dei Nibelunghi non è giustificata in alcun modo, pur presentandosi come necessaria all’equilibrio dell’intero universo.

Nella foto: il protagonista.
A presto!