giovedì 28 giugno 2012

Il pianeta delle scimmie

Titolo originale: Planet of the Apes

Anno: 1968

Regia: Franklin J. Schaffner

Interpreti: Charlton Heston, Roddy McDowall, Kim Hunter

Trama:
Nell'anno 3978 un'astronave con a bordo 4 astronauti termina il suo viaggio nel lago di un pianeta sconosciuto. Uno dei componenti della squadra è morto a causa di un difetto nel sistema di ibernazione, mentre gli altri 3 devono raggiungere la riva più vicina su di un canotto, poichè la navicella sta affondando. Lasciato il posto per esplorare i dintorni, Dodge, Taylor e Landon vengono coinvolti nella battuta di caccia di alcune scimmie antropomorfe che uccidono il primo e catturano gli altri due insieme ad altri uomini, che, dall'aspetto, si direbbero appartenenti ad una civiltà preistorica. Imprigionato ed afono a causa di un colpo alla gola, Taylor scopre che le scimmie sono la razza dominante del pianeta e gli umani sono loro schiavi, mentre il suo compagno viene fatto lobotomizzare dal dottor Zaius, che teme che la sua capacità di parola possa essere sfruttata dagli esponenti del partito anti-schiavista per dimostrare che gli umani sono capaci di pensieri coerenti e dunque non possono essere sfruttati liberamente. Grazie all'aiuto di Cornelius e Zira, due scienziati, Taylor riesce a fuggire insieme a Nova, una donna che era stata imprigionata con lui, e a rifugiarsi in una zona vietata alle scimmie dai loro stessi governanti. Qui i fuggitivi trovano manufatti che testimoniano l'esistenza di una civiltà umana precedente a quella delle scimmie, svelando un mistero gelosamente custodito da Zaius, che li raggiunge insieme ad alcuni soldati e tenta di ucciderli. Dopo un breve scontro, Taylor cattura Zaius e costringe gli altri inseguitori alla resa, quindi chiede ed ottiene di essere lasciato libero con Nova nella Zona Proibita. Avviatosi a cavallo lungo la spiaggia, raggiunge i resti della Statua della Libertà, che gli rivelano di essere tornato sulla Terra dopo una catastrofe atomica che ha praticamente cancellato la civiltà umana.

Tratto dal romanzo omonimo di Pierre Boulle, il film è un'icona del cinema di fantascienza, che incarna la paura dell'olocausto nucleare dettata dalla Guerra Fredda, che in quegli anni era al suo culmine. Forte il tema della lotta all'oscurantismo, che ricalca il pensiero del movimento liberista e pacifista che era nato nelle università americane, soprattutto a causa del rifiuto per la guerra in Vietnam. Memorabili le ultime parole del protagonista: « Sono a casa... sono a casa. L'astronave è ricaduta sulla Terra sconvolta dalle esplosioni atomiche. Voi Uomini, l'avete distrutta! Maledetti, maledetti per l'eternità! Tutti! »

Nella foto: la dottoressa Zira.
A presto!

giovedì 21 giugno 2012

Fokker DR I Dreidecker

Per contrastare la superiorità tecnica degli aerei inglesi, nel 1916 la Fokker ricevette la richiesta di un nuovo caccia triplano, sul modello del Sopwith Triplane in dotazione al nemico.
Il risultato fu un aereo tanto famoso quanto controverso: il DR I.
Entrato in linea nel 1917, si dimostrò subito inferiore nelle prestazioni rispetto ai contemporanei, a parte nel rateo di salita; il suo punto di forza stava nelle grande maneggevolezza, data dalle ali più spesse e più corte, che consentivano una più rapida rotazione sull'asse.
Le ali, inoltre, erano scatolate,quindi dotate di struttura portante interna, il che consentiva di fare a meno della maggior parte dei tiranti necessari sugli altri velivoli dell'epoca, ma il miglioramento dell'aerodinamica si pagava con un maggior peso complessivo della macchina.
Il DR I utilizzava un motore rotativo, i cui cilindri, cioè, erano posti a stella sull'asse di trasmissione e l'intero blocco motore ruotava con esso, creando un effetto giroscopico che riduceva le vibrazioni. 
Il caccia era armato con due mitragliatrici Maxim Spandau in calibro 7.92 mm facenti fuoco attraverso il campo di rotazione dell'elica; un sistema di ingranaggi bloccava lo sparo al momento del passaggio delle pale, in modo che non fossero colpite dai proiettili.
I problemi del velivolo, tra cui una forte sensibilità delle strutture portanti all'umidità, non furono mai risolti del tutto e la sua carriera finì già nel 1918. Uno splendido esemplare è esposto nel museo di storia militare di Bruxelles.
Ma il Fokker Dreidecker era destinato ad entrare nella leggenda grazie alle prodezze del suo pilota più famoso: Manfred Albrecht Freiherr (barone) von Richtofen, meglio conosciuto come Barone Rosso, a causa del colore scelto per gli aerei da lui pilotati.
Arruolatosi molto giovane in cavalleria, passò all'aeronautica allo scoppio della prima guerra mondiale, rivelandosi subito come un ottimo pilota. Ottenuto il comando del gruppo da caccia Jasta 11, si distinse per le proprie capacità e per quelle dei suoi piloti, tra cui vi era il futuro gerarca nazista Hermann Goering; il gruppo era noto come "circo volante" per i colori squillanti degli aerei che ne facevano parte.
Il Barone Rosso fu abbattuto il 21 aprile 1918 dal tiro di contraerea delle linee inglesi all'età di soli 25 anni; pur essendo ancora controversa la paternità dell'abbattimento, gli ultimi studi in merito la assegnano al sergente Cedric Bassett Popkin dell'esercito australiano.
Nell'ultima foto vediamo il mezzo dal vivo:
Dati tecnici:
velocità massima: 160 km/h; rateo di salita: 5.7 m/s; peso al decollo: 585 kg

Il modello è in plastica, prodotto dalla Revell in scala 1/28.
I colori riproducono la livrea dell'ultimo aereo pilotato dal Barone Rosso in quel fatidico aprile del 1918.
Buoni gli incastri che non necessitano di stuccatura, ma tutti i pezzi vanno ripuliti con cura dagli sfridi di fusione, inoltre ho dovuto eliminare i tre figurini inclusi nella confezione perchè di qualità decisamente scadente.
I tiranti sono realizzati con sprue stirato a caldo anzichè con il filo di cotone fornito nel kit; ho scelto questa opzione perchè il cotone tende ad impolverarsi irrimediabilmente e, se coperto di vernice, si sfilaccia con un effetto sgradevole.
L'intero modello è colorato con vernice spray in più riprese: fondo ancorante (primer), vernice rossa lucida, applicazione delle decals ad acqua e infine uno strato trasparente opaco che ha smorzato anche il silvering delle decals.
Le parti dipinte a pennello sono, ovviamente, i particolari, come la gommatura delle ruote e i dettagli dell'abitacolo; mitragliatrici e motore sono stati dipinti con vernice metallica scura ad effetto martellato; non ho applicato lavature.

Musica consigliata: Angels Calling
Film consigliato: Il Barone Rosso (1971)

A presto!

giovedì 14 giugno 2012

8.8 cm Flak - Flak36/37

Prodotto dalla ditta Krupp fin dal 1933, il cannone contraereo (Fliegabwehrkanone) da 88 mm si rivelò uno dei migliori pezzi di artiglieria mai sviluppati durante il secondo coflitto mondiale. Non avendo altri mezzi per contrastare i pesanti carri Matilda degli inglesi, gli artiglieri tedeschi ebbero l'idea di utilizzare il Flak88 come controcarri, con enorme successo.
Il pezzo illustrato, conservato nella base aerea di Duxford, è stato messo in batteria all'interno dei ruderi di un'abitazione, e manca dello scudo che proteggeva i serventi.
Durante la guerra il pezzo fu anche montato su affusti semoventi per conferirgli una maggiore efficacia controcarri, oltre ad essere sviluppato come armamento principale per il carro Tigre ed il cacciacarri Jagdpanther.

Dettagli tecnici:
lunghezza: 7.62 m; lunghezza canna: 4.66 m; peso o.d.m.: 6.9 t; peso in batteria: 5.2 t; peso proiettile: 9.24 kg; gittata massima: 8 km

Nell'ultima foto vediamo un cannone Flak 36/37 al traino.
Per i dettagli su alcuni musei cliccate qui.

A presto!

giovedì 7 giugno 2012

Terry Pratchett's Going Postal


Anno: 2010

Numero Episodi: 2

Regia: Jon Jones

Interpreti: Richard Coyle, David Suchet, Charles Dance, Claire Foy

Trama:
Moist von Lipwig è un truffatore incallito. Catturato dalle guardie di Ankh Morpork (una delle maggiori città di Mondo Disco), viene imprigionato e sottoposto ad una finta esecuzione. Una volta ripresosi, Moist si trova davati ad un bivio: accettare l'incarico del Patrizio (Lord Vetinari) di riaprire l'ufficio postale col grado di capo postino o morire realmente cadendo in un pozzo senza fondo. Accettato l'incarico, il nostro eroe tenta più volte la fuga, ma viene sempre riportato indietro dal golem mr. Pump, messo sulle sue tracce dal Patrizio. Nel tentativo di sbarazzarsi del suo custode, Moist si rivolge al Golem Trust, dove incontra Adora Belle Dearheart, figlia dell'inventore dei "Clacks", torri semaforiche per l'invio di messaggi che hanno soppiantato il servizio postale, ed ora in mano ad un affarista senza scrupoli, Reacher Gilt. Una serie di visioni notturne, causate dal vortice magico generato dall'accumularsi della posta negli anni, mostra al nuovo capo postino le tragiche conseguenze delle sue truffe e lo spinge a rimediare, in particolare nei confronti di Adora, il cui padre venne rovinato economicamente proprio a causa dei titoli bancari falsi smerciati da Moist. Durante una rocambolesca gara finale tra il carro della posta e le torri Clacks, le prove degli omicidi commissionati da Reacher Gilt per ottenere il monopolio delle comunicazioni, raccolte da Adora con l'aiuto di un ex socio del padre, vengono rese pubbliche; Reacher fugge, ma verrà ripreso più tardi dal Patrizio, che gli offrirà un'opportunità di salvezza, mentre Moist e Adora si divideranno gli incarichi di postino capo e di gestore dei Clacks.

Il terzo adattamento delle opere di Pratchett (dopo Hogfather e The Colour of Magic) ci riporta su Mondo Disco, parodia fantasy della nostra società, con una vera e propria elegia della parola scritta, che si oppone ad un necessario ma disumanizzante progresso. Per l'autore la scrittura è magica, al punto che l'ammassarsi di testi scritti (anche semplici lettere) provoca l'apertura di varchi dimensionali. Splendidi come al solito i personaggi e graffiante l'ironia di fondo, anche se intrisa di un pizzico di malinconia, assente nelle opere precedenti. Terry Pratchett si prodiga in un cammeo nel finale, nel ruolo del postino.

Nella foto: la Grande A'Tuin.
A presto!