giovedì 30 agosto 2012

Matilda MKII

Entrato in produzione nel 1938, il Matilda fa parte dei cosiddetti "carri da appoggio per la fanteria", dotati di una spessa corazza, una bassa velocità di punta ed un cannone che utilizza esclusivamente granate a frammentazione anti-personale, poichè non destinato ad ingaggiare i carri avversari.
Il mezzo nella foto, conservato nell'Imperial War Museum (UK), mostra la livrea mimetica da deserto; è, infatti, proprio con l'8° armata britannica che il Matilda raggiunse il limite della sua capacità operativa. Privo di un cannone in grado di sparare granate controcarro, infatti, si rivelò superato nel confronto con i mezzi tedeschi più pesanti, nonostante si fosse dimostrato efficace contro i panzer II e III, che non potevano perforarne la corazzatura. Le sole armi efficaci in mano ai soldati dell'Asse erano il cannone contraereo da 88 mm Flak36 e le granate HEAT in dotazione ai Panzer IV C e D, e al semovente italiano da 75/18.
Interessante il sistema di lancio dei fumogeni illustrato nella foto precedente: si avvale di due congegni di sparo completi prelevati da normali fucili Lee-Enfield, in cui venivano caricati proiettili standard. Il grilletto delle armi veniva azionato dall'interno per mezzo di un filo di ferro che attraversava la torretta. Il particolare meccanismo è installato sul mezzo conservato presso il museo dei corazzati di Bovington (UK).
Di seguito un modellino in scala 1:35.
Dettagli tecnici:
lunghezza: 6 m; larghezza: 2.6 m; altezza: 2.5 m; peso: 27 t; equipaggio: 4; velocità massima: 24 km/h; calibro cannone: 40 mm

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A presto!

giovedì 23 agosto 2012

Il mago

Simbolo dell'universo fantasy, è il massimo detentore della conoscenza arcana, e domina le forze sovrannaturali per piegarle ai propri scopi.
 Qui vediamo un mago intento in una qualche sorta di incantesimo:
 Mentre in una mano stringe l'inseparabile bastone magico, nell'altra tiene un grimorio:
Appesa alla cintura vediamo un'ampolla contenente una pozione magica:
Figurino in metallo di 70mm di altezza, acquistato in edicola come prima uscita della collana su personaggi e creature fantasy della Del Prado.
Una volta coperti i colori con un primer nero, ho completamente ridipinto il figurino a pennello con gli acrilici, applicando poi una lavatura viola sulla veste ed una nera su barba e paramenti (per l'incarnato ho usato il marrone).
Ho incollato la fiaschetta al fianco per aggiungere almeno un particolare a questa miniatura altrimenti un pò povera.

A presto!

giovedì 16 agosto 2012

Sturmgeschutz (Stug) III

Prodotto a partire dal 1940, il cannone d'assalto nacque come artiglieria semovente d'appoggio alla fanteria, per supportarne la rapida avanzata nell'ambito della Blitzkrieg, sfruttando gli scafi dei panzer III e IV. Comprese le potenzialità del mezzo come cacciacarri, esso fu dotato, a partire dal 1942, di un cannone a canna lunga con munizioni perforanti.
Le prime due foto, scattate nel museo dei corazzati di Bovington (UK), mostrano uno Stug III dotato di zimmerit e corazzatura supplementare realizzata con tronchi di legno legati allo scafo. La colorazione verde del mezzo lo identifica come appartenente all'esercito finlandese.
Lo zimmerit era una pasta antimagnetica formata da solfato di bario (40%), polivinilacetato (PVA) per il 25%, pigmento ocra (15%), segatura (10%) e solfito di zinco per il restante 10%, che veniva applicata sui corazzati per evitare l'adesione delle mine magnetiche.
La terza foto, scattata nella base aerea di Duxford (UK), riproduce un mezzo dall'aspetto più usurato.
Di seguito, un modellino in scala 1:48.
Dettagli tecnici:
lunghezza: 5.38 m; larghezza: 2.9 m; altezza: 1.95 m; peso: 19.6 t; equipaggio: 4; velocità massima: 30 km/h; calibro cannone: 75 mm

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A presto!

giovedì 9 agosto 2012

La staffetta

Nonostante  i mezzi di trasmissione moderni a disposizione, durante la seconda guerra mondiale si fece spesso ricorso all'utilizzo di staffette motorizzate per la comunicazione di ordini e dispacci militari.
Qui vediamo un Bersagliere portaordini su motociclo Gilera Marte da 500cc di cilindrata in azione nel deserto libico nel 1940.
Il copricapo è il casco coloniale d'ordinanza, che si rivelò abbastanza impopolare, soprattutto se paragonato al modello inglese, più leggero e confortevole.
Il fucile è la versione da cavalleria del 91/38 in calibro 6.5mm, con la baionetta a spiedo ripiegata sotto la canna.
Figurino in metallo in scala 80 mm, prima uscita della serie "Soldati in motocicletta".
Sia la fattura che la colorazione sono piuttosto scadenti, per cui è stato necessario modificare la postura del bersagliere, aggiungere l'appoggio per il piede destro (realizzato con un piccolo quantitativo di Das) e coprire i colori con dello spray nero su cui ho poi ridipinto i vari componenti; una lavatura marrone per l'incarnato e nera per il resto hanno dato spessore al tutto.
Per invecchiare la motocicletta ho passato un drybrush ocra su tutto il mezzo.
Le cifre della targa sono state dipinte a mano.

A presto!

giovedì 2 agosto 2012

Apocalypse now


Titolo originale: Apocalypse now


Anno: 1979 (versione originale); 2001 (redux)

Regia: Francis Ford Coppola

Interpreti: Martin Sheen, Marlon Brando; Robert Duvall, Harrison Ford, Dennis Hopper

Trama:
Nel 1969, durante la guerra in Vietnam, il capitano Willard viene incaricato dell’eliminazione del colonnello Kurtz, un fuoriuscito dell’esercito americano, che si è rifugiato in Cambogia, creandosi un esercito personale. L’unico modo di arrivare a lui è percorrere il fiume Nung, e, a tale scopo, Willard si imbarca su un pattugliatore fluviale messo a sua disposizione. Lungo il viaggio il capitano studia i rapporti su Kurtz e ne comincia a comprendere la personalità complessa e carismatica. Arrivati in una base avanzata, la barca viene elitrasportata su un altro tratto di fiume dagli elicotteri del colonnello Kilgore, mentre i membri dell’equipaggio e Willard vengono coinvolti in un attacco ad un villaggio vietcong. Ripreso il viaggio, la barca arriva in un’altra base in cui è stato organizzato uno spettacolo per le truppe, con la presenza di alcune “conigliette” di playboy, ma la situazione degenera e le ragazze devono essere velocemente evacuate su di un elicottero.
L’ultimo avamposto incrociato durante il viaggio è a presidio di un ponte di valore strategico. Qui la situazione è surreale e al limite dell’onirico, con i soldati americani intrappolati in una sorta di inferno senza senso, in una lotta senza quartiere che ha perso ogni logica. Durante la fase finale del viaggio due membri dell’equipaggio muoiono per attacchi portati dai vietcong e dagli indigeni; i tre uomini rimasti, infine, approdano al villaggio dominato da Kurtz., dove incontrano un fotografo americano completamente folle e l’ufficiale Colby, originariamente inviato ad uccidere Kurtz, ma poi passato dalla sua parte, ed ora alienato dalla realtà.
Poco dopo Willard viene imprigionato da Kurtz, che gli fa recapitare la testa di Chef, uno dei membri superstiti dell’equipaggio della barca.
Il capitano ascolta i discorsi del suo carceriere ed accetta la sua richiesta di spiegare le proprie scelte alla famiglia una volta rientrato alla base.
Durante una cerimonia religiosa che prevede il sacrificio di un bue, Willard uccide Kurtz con un machete, quindi recupera l’ultimo compagno di viaggio e riprende il tragitto sul fiume, mentre l’aeronautica americana devasta il villaggio con il napalm.

Liberamente tratto da “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, il film è una pietra miliare del genere bellico. Il viaggio sul fiume si rivela un viaggio nell’incubo dei residui ancestrali della mente umana, in cui ogni logica si perde all’interno di una realtà distopica creata dalla stessa figura dominante e quasi divina di Kurtz, un uomo che, abbandonata la società “civile” ritorna agli albori dell’Umanità, ma, anzichè la pace, trova violenza e morte; è la metafora della spersonalizzazione operata dalla guerra sui soldati. Come disse lo stesso Coppola: <<Questo non è un film sul Vietnam… è il Vietnam>>.

Nella foto: una PBR.

A presto!