giovedì 25 ottobre 2012

Sd. Kfz. 186 - Jagdtiger

Con la comparsa dei nuovi carri JS2 e dei cacciacarri JSU-122 sul fronte orientale, l'esercito tedesco vide la necessità di dotarsi di un nuovo mezzo cacciacarri, il più pesante schierato durante la seconda guerra mondiale: lo Jagdtiger (tigre cacciatrice).
Il modello fotografato nel museo dei corazzati di Bovington (UK), mostra l'enorme mole del mezzo, che era più un bunker semovente che un cacciacarri vero e proprio. Il veicolo era equipaggiato con un cannone da 128 mm, lo stesso che sarebbe poi stato utilizzato per il Maus.
La vista dal retro ci mostra il portello di accesso per l'equipaggio ed il motore Maybach da 700 hp di potenza. Peccato per la colorazione, senza alcun riscontro storico.
Di seguito un modellino in scala 1:35.
Dettagli tecnici:
lunghezza: 10.65 m; larghezza: 3.6 m, altezza: 2.8 m; peso: 71.7 t; equipaggio: 6; velocità massima: 34 km/h; calibro cannone: 128 mm

Per una piccola guida ad alcuni musei cliccate qui.


A presto!

giovedì 18 ottobre 2012

L'ultima resistenza

"In guerra ogni buca è una trincea", recita un vecchio adagio.
Il significato è evidente per chiunque, e questo gruppo di Eldar non fa eccezione:
 

Accerchiati dal nemico, i soldati hanno provveduto a costruire una ridotta con i rottami di un trasporto-truppe corazzato Chimera.
 

Il perimetro è stato rinforzato con sacchi di sabbia, semplici ma efficaci nel fermare i proiettili.


Anche se i protagonisti hanno il volto coperto dai caschi, e non possiamo vedere le loro espressioni, la tensione della scena è evidente.
 

E' interessante notare come l'eleganza del disegno delle armature degli Eldar contrasti con i tratti squadrati del corazzato dell'esercito dell'Imperium.


Chissà se le difese saranno sufficienti per resistere fino all'arrivo dei soccorsi o se il destino di questi cinque guerrieri sia già segnato...

Passando al modellismo pratico, quella che vediamo è una base di espanso prodotta dalla Ziterdes per la GW.
E' stato necessario coprire il tutto con un primer spray prima di iniziare a stendere i vari colori a pennello, sempre facendo attenzione a non sporcare il flock (erba sintetica) già incollato all'origine.
Lavature in nero e lumeggiature in drybrush dei colori di base hanno meso in risalto le parti sporgenti dei vari elementi che compongono la scena.
I soldati Eldar sono in plastica (28mm, della GW) e sono stati colorati con una base rossa di spray antiruggine, che fornisce una buona superficie satinata su cui stendere gli altri colori.
I particolari dei visori e di alcuni "led" presenti su corazze ed armi si realizzano a pennello con una vernice ad effetto perlaceo, mentre le lavature in nero mettono in risalto i molti dettagli.

A presto!

giovedì 11 ottobre 2012

The Pacific (serie)

Anno: 2010

Regia: Tim Van Patten, David Nutter, Jeremy Podeswa, Graham Yost, Carl Franklin, Tony To

Numero episodi: 10

Interpreti: James Badge Dale, Joe Mazzello, Jon Seda

Trama:
Dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor, gli Stati uniti entrano in guerra e i Marines vengono impiegati nell'invasione delle isole del Pacifico. Attraverso gli occhi di alcuni di loro si ripercorre la storia degli sbarchi a Guadalcanal, Iwo Jima e Okinawa, fino alla resa del Giappone e al rientro a casa dei sopravvissuti nel 1945.

Splendida serie realizzata secondo la formula già collaudata con “Band of Brothers”, che ci mostra la crudezza degli eventi bellici in Estremo Oriente, un fronte per noi lontano, ma tragicamente presente nelle vite dei reduci, le cui testimonianze aprono i vari episodi.
Ottima la ricerca storica e la ricostruzione degli eventi.

Nella foto: la corazzata Yamato.

A presto!

giovedì 4 ottobre 2012

Fortezza di Oscarsborg

Situata su una coppia di isole nel fiordo di Oslo, la fortezza nasce nel 1644, con l’installazione delle prime batterie.
Nel corso dei secoli viene più volte abbandonata e riattivata, con continui potenziamenti dell’armamento e con la costruzione di barriere sottomarine per limitare il traffico navale.
Avvicinandosi all’isola principale si notano i cannoni di maggiore calibro che spuntano dalla vegetazione, seminascosti da terrapieni e bastioni in cemento.
Una volta sbarcati, si raggiunge a piedi la cima della collina su cui è posta la fortezza vera e propria.
All’interno degli edifici sono conservate molte uniformi storiche dell’esercito norvegese e vari pezzi d'artiglieria.
Sui bastioni sono ancora in batteria i cannoni…
…e gli obici che spararono contro la flotta tedesca d’invasione nel 1940, affondando l’incrociatore Blucher, il cui relitto giace tutt'ora sul fondo del fiordo, a poca distanza dalla fortezza.
Vari tunnel collegano gli edifici principali con le postazioni secondarie sparse per tutta l’isola.
Di particolare importanza è la batteria lanciasiluri, posta sull’isola minore, di cui vediamo l’ingresso:
La peculiarità di questa installazione è che il lancio avveniva tramite canali sottomarini e non con i più comuni lanciatori di superficie.
Il nome della fortezza è un omaggio a re Oscar I, che visitò il sito nel 1855. Alcune targhe con i nomi di diversi regnanti sono poste attorno alla torre di osservazione che domina il complesso.
Attualmente l’isola è utilizzata come centro turistico e per gli sport acquatici.
Per arrivarci occorre prendere l’autobus che collega Oslo a Drobak, da cui parte il battello per l’isola.

Per saperne di più, cliccate qui.

A presto!