giovedì 29 novembre 2012

Banzai!

Il fattore sorpresa è spesso determinante in battaglia e poter colpire l'avversario dall'alto comporta un notevole vantaggio tattico:
 
Qui vediamo un Gundam RX-79 che balza su un MS-06J Zaku II:

L'RX-79 ha l'80% dei pezzi in comune con il più famoso RX-78, ecco il perchè della somiglianza.

Modellini in plastica della Bandai (serie HG) in scala 1:144 (circa 15 cm di altezza).
Ottimi gli incastri, che non necessitano di colla, e la movibilità degli arti.
Nonostante le parti siano già realizzate nel colore finale ho ridipinto tutto con le vernici spray, per poi effettuare un gran lavoro di lavatura e drybrush per togliere l'aspetto pulito e "da museo".
La base è un "giardino Zen" in resina leggermente modificato con del Das, su cui ho steso un velo di vernice spray grigia, subito seguito da quella ad effetto granito. La zona centrale è stata completata con Vinavil, pietroline e sabbia da decorazione grigia e nera.

A presto!

giovedì 22 novembre 2012

Memoriale degli Eroi del Terrore di Heydrich

Reinhard Tristan Eugen Heydrich, stretto collaboratore di Heinrich Himmler, fu tra i maggiori autori del protocollo per la "soluzione finale della questione ebraica" elaborato durante la conferenza del Wansee del gennaio 1942. Nominato governatore di Boemia e Moravia nel 1941, diede il via ad una feroce repressione della resistenza anti-tedesca, guadagnandosi l'appellativo di Boia di Praga.
Il governo cecoslovacco in esilio a Londra decise di attentare alla sua vita, dando il via all'operazione Anthropoid.
Diversi paracadutisti di nazionalità ceca e addestrati dal SOE  furono inviati a Praga con compiti di supporto; Jan Kubis e Josef Gabcik furono gli autori materiali dell'azione.
Il 27 maggio 1942, allo svoltare di una curva a gomito in via Holesovickach, Gabcik tentò di sparare sull'auto scoperta che trasportava Heydrich e il suo autista, ma il mitra Sten si inceppò e l'ufficiale nazista fece fermare l'auto per sparare personalmente al suo attentatore, ma Kubis colpì il mezzo con una bomba anticarro appositamente modificata; Heydrich fu ferito e morì circa una settimana dopo in ospedale a causa della setticemia provocata dai crini di cavallo dell'imbottitura dei sedili finiti a contatto con la milza.
Gli attentatori si rifugiarono nella cripta della chiesa dei SS. Cirillo e Metodio in via Resslova:
Nelle foto precedenti vediamo la finestrella, ancora recante i segni dei proiettili, da cui i parà risposero al fuoco dei reparti SS che avevano circondato il luogo a seguito delle indicazioni del traditore Karel Curda.
Di seguito l'interno e i busti di Gabcik e Kubis:
 
Difesisi fino all'ultimo, gli uomini si suicidarono per non cadere vivi nelle mani delle SS.
La repressione, diretta dal generale Kurt Daluege, sostituto di Heydrich, fu feroce: tutti coloro che risultarono coinvolti furono uccisi e le loro famiglie vennero deportate nel campo di concentramento di Mauthausen, mentre i villaggi di Lidice e Lezaky vennero letteralmente cancellati dalle mappe. Non sfuggirono nemmeno i vertici della Chiesa ortodossa boema, colpevoli di aver nascosto gli attentatori.

A presto!

giovedì 15 novembre 2012

Il Grande Uno Rosso

Titolo originale: The Big Red One

Anno: 1980

Regia: Samuel Fuller

Interpreti: Lee Marvin, Mark Hamill, Robert Carradine, Bobby Di Cicco

Trama:
Il sergente Possum, veterano della prima guerra mondiale, viene richiamato in servizio durante il secondo conflitto nei ranghi della Prima Divisione di Fanteria dell’esercito statunitense. Al comando di una squadra di quattro uomini attraverserà Africa, Normandia, Belgio, Italia e Cecoslovacchia, fino all’armistizio del 1945.

Il film riporta gli eventi bellici in tutta la loro crudezza, mostrando i protagonisti trascinati da una parte all’altra del Mediterraneo senza avere alcuna spiegazione o possibilità di replica. La vicenda personale di Possum (narrata da uno dei suoi commilitoni) oscura tutto il resto, lasciando la guerra a fare da sfondo. Come in molte altre opere cinematografiche dell’epoca, sono stati utilizzati dei corazzati americani al posto dei mezzi tedeschi.

Nella foto: il cannone ferroviario Anzio Annie.

A presto!

giovedì 8 novembre 2012

Il primo Maestro

Hugues De Payns (Hugo De Paganis) era un nobile francese, indicato dalle fonti come fondatore e primo Maestro dell'ordine dei Cavalieri Templari che operarono sia in Terrasanta che nel nord Europa.
Scarse le notizie certe su di lui. Pare nacque a Chateau Payns, a 10 km da Troyes, nel 1070, ma alcune fonti lo indicano come originario di Nocera (Salerno), con il nome di Ugo (o Ugone) De' Paganis.
Veterano della prima crociata, decise la costituzione dell'Ordine a seguito della chiamata di Papa Urbano II, recandosi da re Baldovino II di Gerusalemme con altri 8 cavalieri: Goffredo di Saint-Omer, Payen De Montdidier, Archambaud De Saint Agnan, Andrè de Montbard, Geoffrey Bison, Rossal, Gondemar ed un nono membro, rimasto anonimo.
L'ordine fu consacrato da Bernardo Di Chiaravalle, che ne scrisse anche la regola, il De laude novae militiae.
Nel rispetto della regola di castità dell'Ordine, Hugues ripudiò la moglie e assunse il ruolo di Maestro, che tenne fino alla sua morte, avvenuta presumibilmente nel 1136.
Secondo fonti seicentesche, il cavaliere sarebbe sepolto nella chiesa di San Giacomo, a Ferrara.

Modellino in metallo, alto circa 65 mm, della Andrea Miniatures, seconda uscita della serie "Templari", pubblicata dalla Hobby & Work.
Ottima la fattura, approssimativa la colorazione, che ho coperto con un primer spray nero, su cui ho poi steso i colori acrilici a pennello. Essendo scarse le fonti storiche e pressochè nulle quelle iconografiche, la colorazione è di pura fantasia, basata solo su esempi di blasoni di altri cavalieri medievali.
Il fondale è in gesso, della CVR, dipinto a spruzzo e con lavature in nero.
A presto!

giovedì 1 novembre 2012

I dannati di Varsavia

Titolo originale: Kanal (Fogna)

Anno: 1957

Regia: Andrzej Wajda

Interpreti: Teresa Izewska, Tadeusz Janczar, Wienczyslaw Glinski

Trama:
L’insurrezione di Varsavia verso gli occupanti tedeschi, che schierano mezzi di elevata potenza, è in corso da quasi due mesi. Ormai a corto di uomini e munizioni, una compagnia di soldati polacchi riceve l’ordine di raggiungere il centro cittadino per unirsi agli ultimi combattenti che ancora resistono. L’unica via disponibile passa per le fogne cittadine e, nonostante l’iniziale rifiuto, tutti si mettono in marcia nel labirinto sotterraneo. L’ambiente claustrofobico, la mancanza d’ossigeno, il buio e la confusione creata dai civili in fuga renderà il viaggio un vero inferno, facendo inoltre sparpagliare gli uomini della compagnia. Ognuno tenterà di raggiungere la salvezza per conto proprio, ma chi non morirà nei sotterranei verrà catturato e ucciso dagli occupanti. Solo il comandante della compagnia, convinto di essere seguito dagli altri, raggiunge una zona sicura, ma, appreso che il suo vice gli ha mentito sul destino dei commilitoni pur di fuggire, lo uccide e rientra nel sotterraneo alla ricerca dei suoi uomini.

Amara e cruda rappresentazione della lotta disperata di una città oppressa contro le preponderanti forze occupanti, il film non concede spazi a figure eroiche, narrando le emozioni e le azioni di uomini comuni, catturati in un meccanismo infernale. La rivolta doveva disturbare le retrovie tedesche nella capitale polacca, in attesa dell’imminente arrivo dell’Armata Rossa da est, ma quest’ultima fermò la propria avanzata, lasciando mano libera agli occupanti fino alla completa repressione.

Nella foto: un mortaio semovente Brummbar.

A presto!