giovedì 28 marzo 2013

Angels Calling


Sent to kill, to watch no man's land
Snipers are moving unseen
Fight for land, to lose it again
Shrapnel is filling the air

Hell on earth, the trenches mean death, 
better keep your head down low
Charge their lines, the ultimate test it's a 
synchronized sacrifice

Get the wounded after dark
Left alone in no man's land
Maddening chaos at the front

Dream of heaven
Angels are calling your name

Shells and guns, a rifle and scope
Bullets are wearing your name
Losing track of time and of space
Midnight at sanity's edge

Losing friends to artillery shells, at the break of dawn
Break their will, as yours has been broken, 
they're here alone, dream of home

Charge at dawn to gain a yard
Scout at night to guard their lines
Leave your life in fortunes hand

When the bullet hits it's mark
Know your time in hell has been served
You won't return to home 

Sabaton - Angels Calling (Attero Dominatus - 2006)

Nella foto: un caccia Fokker DR I

giovedì 21 marzo 2013

C'è nessuno in casa?

Può capitare di ricevere risposte insolite ad una domanda del genere, ma questo è davvero un caso particolare!
Qui vediamo una guerriera che scaglia il suo cane bicefalo contro un centauro catafratto che li sta caricando dall'interno di una costruzione incassata nella roccia.
Di seguito alcuni dettagli del cane:
Il mastino indossa una pesante armatura, finemente lavorata:
Passiamo al centauro non-morto:
Le piastre dell'armatura e il grande scudo coprono gran parte dello scheletro:
Vediamo ora la guerriera, che indossa una corazza intarsiata con motivi che si ripetono sui fregi del bastone.
Tutti i figurini sono in metallo, in scala 28mm: il centauro è della Rackham (Confrontation), donna e cane sono della Privateer Press (Hordes, espansione di Warmachine).
Il portone e la scalinata, entrambi in resina, sono stati incollati su un fondo di masonite su cui ho lavorato le sembianze di una parete rocciosa con il Das; il fregio della rana è in metallo, proveniente da un vecchissimo kit della GW.
Le miniature sono state dipinte a pennello su un fondo di primer nero, mentre la scenografia è stata realizzata interamente con vernici spray; fondamentali le lavature su tutti i pezzi, per metterne in risalto la lavorazione.
Brecciolina e erba da presepe incollati con il Vinavil su una base di legno completano la scena.

A presto!

giovedì 14 marzo 2013

Corazzata Spaziale Yamato

Titolo originale: Uchū Senkan Yamato

Anno: 1977

Produzione: Academy Productions

Autore originale: Leiji Matsumoto

Trama:
Corre l'anno 2199; la Terra, attaccata dagli abitanti del pianeta ostile Gamilon al comando del Supremo Desslock, viene trasformata in un deserto radioattivo e l'intera popolazione terrestre è costretta a rifugiarsi nel sottosuolo. L'unica speranza per l'umanità consiste nel raggiungere il pianeta Iskandar e recuperare il “Cosmo DNA”, una macchina in grado di eliminare la radioattività e bonificare il pianeta. Come mezzo di trasporto per questo viaggio viene scelta la nave da battaglia della seconda guerra mondiale Yamato, che giace incagliata sul fondo dell'oceano Pacifico, ormai prosciugato. La Yamato viene trasformata, quindi, in una nave spaziale dotata di un nuovo motore in grado di ridurre la durata del viaggio ad un solo anno terrestre, e di un super cannone "ad onde moventi"; inizia, così, per la nave che porta l'antico nome del Giappone, il pericoloso viaggio sotto la guida dell'esperto capitano Okita (Amadar nella serie TV italiana).

Il film d’animazione riassume, in sostanza, la prima serie televisiva delle avventure della nave Yamato. Forte il senso di disperazione per il pianeta Terra ormai quasi distrutto, che può essere salvato solo dal viaggio di pochi ardimentosi, il cui compito, nella filosofia dell’autore, è quello di redimere l’Umanità, che ha ormai perso il valore e lo spessore morale dei suoi antenati. Significativa la scelta della nave, che, oltre ad essere stata la più potente corazzata della seconda guerra mondiale, è stata anche la protagonista di una disperata missione suicida volta al salvataggio dell'impero giapponese.
È il primo lungometraggio del grande Leiji.

Nella foto: la corazzata spaziale Yamato.
A presto!

giovedì 7 marzo 2013

Macchine utensili

Nonostante in campo modellistico si operi su scala ridotta, a volte è necessario fare ricorso ad attrezzature più grandi per ottenere i risultati voluti.
Potendo disporre di spazio, io mi sono organizzato così:
Ho utilizzato un tavolo da cucina da 4 cm di spessore per fissare i supporti per gli utensili e la morsa da banco che si vede all'estrema sinistra.
Tutti i pezzi sono stati acquistati nei discount e nei negozi non specializzati, in modo da minimizzare la spesa.
Nella foto precedente vediamo un seghetto alternativo trasformato in sega da banco, con il vantaggio di poter cambiare le lame a seconda dei materiali da tagliare.
Di seguito un trapano a percussione con supporto a colonna, che ne consente l'uso anche come fresatrice:
Qui vediamo una mola da banco a velocità costante con due dischi di diverse graniture:
La smerigliatrice angolare, equipaggiata con un disco da taglio, è utilissima per tagliare materiali resistenti o molto spessi:
Tutte le macchine illustrate sono state avvitate al piano d'appoggio per garantirne la stabilità, inoltre io uso sempre guanti e occhiali di protezione durante le lavorazioni.
Una presa multipla a ciabatta con interruttore e fusibile garantisce la protezione da scariche e cortocircuiti.
Questa è sicuramente una soluzione cui non tutti possono accedere, soprattutto per motivi di spazio, ma spero possa essere di ispirazione per sfruttare un garage o uno sgabuzzino in disuso.

Per tutto ciò che non trovate in questa categoria di post, vi rimando alle spigolature.

A presto!