La sagra di Giarabub


Inchiodata sul palmeto
veglia immobile la luna
a cavallo della duna
sta l'antico minareto
Squilli, macchine, bandiere,
scoppi, sangue! Dimmi tu,
che succede, cammelliere?
È la sagra di Giarabub!

Colonnello, non voglio il pane,
dammi il piombo pel mio moschetto!
C'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua,
dammi il fuoco distruggitore!
Con il sangue di questo cuore
La mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro!
Non si cede neppure un metro,
se la morte non passerà.

Spunta già l'erba novella
dove il sangue scese a rivi.
Quei fantasmi, sentinella,
sono morti o sono vivi?
E chi parla a noi vicino?
Cammelliere, non sei tu!
In ginocchio, pellegrino,
son le voci di Giarabub!

Colonnello, non voglio il pane,
dammi il piombo pel mio moschetto!
C'è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l'acqua,
dammi il fuoco distruggitore!
Con il sangue di questo cuore
La mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro!
Non si cede neppure un metro,
se la morte non passerà.

Colonnello, non voglio encomi
sono morto per la mia terra
ma la fine dell'Inghilterra
Incomincia da Giarabub!

Alberto Simeoni, Ferrante Alvaro De Torres - La sagra di Giarabub (1941)

Nella foto: un soldato delle truppe coloniali italiane della seconda guerra mondiale.

Commenti

j.d ha detto…
Hola
Figura interesante y muy buena la letra
un saludo
luca tempesta ha detto…
many thanks j.d!
bye

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