giovedì 26 febbraio 2015

La caduta delle aquile

Titolo originale: The Blue Max

Anno: 1966

Regia: John Guillermin

Interpreti: George Peppard, James Mason, Ursula Andress

Trama:
Durante la prima guerra mondiale, Bruno Stachel, umile fante, riesce a farsi spazio in un ambiente di orgogliosi ufficiali titolati e a diventare pilota da caccia.
Lo scontro tra i due mondi è inevitabile e, nonostante l'astio dei suoi superiori e dei colleghi, Stachel si rivela così efficiente da essere esaltato dalla propaganda come un eroe popolare.
L'ambizione, però, lo porta a strafare e la relazione con la moglie del generale von Klugermann segnerà il suo destino.

George Peppard dà vita ad un personaggio complesso, che ci consente di studiare da vicino l'etica del militare prussiano, personaggio dotato di forte spirito cavalleresco e ormai fuori tempo, in una guerra che non riconosce più alcun valore all'antico codice militare.
Splendide le riprese aeree, che si avvalgono anche di repliche volanti degli aerei dell'epoca.
Il titolo originale si riferisce alla massima decorazione militare prussiana: la croce Pour le Merite, assegnata fino alla fine della prima guerra.

Nella foto: un Fokker Dr.I Dreidecker.
A presto!

giovedì 19 febbraio 2015

MS-09 DOM

Sviluppato dalla Zimmad Co. su richiesta del Principato di Zeon, l'MS-09 DOM rappresenta un grande passo avanti nel campo dei mobile suit da combattimento terrestre, dopo Zak e Gouf.
Il veicolo, alto 18.6 metri, è dotato di potenti reattori di spinta, protetti della corazza dei gambali e del "gonnellino", che gli consentono una velocità massima di 240 km/h.
L'armamento illustrato comprende il bazooka VAL-RB-T27 da 880 mm, il mitra MMP-80 da 90 mm, lo Sturm Faust Mk. VIII e la spada ad energia Type 2.
Di seguito vediamo il pilota, Ortega, membro della Black Trinary insieme a Gaia e Mash:
I tre verranno uccisi in combattimento durante l'Operazione Odessa.

Splendido modellino in plastica in scala 1/100 della serie Master Grade della Bandai.
L'assemblaggio si effettua a incastro senza l'uso di colla e il pezzo finito è dotato di grande snodabilità; tutte le parti sono già nel colore finale, pertanto mi sono limitato ad alcune lavature a pennello per riprodurre gli effetti dell'usura e degli agenti atmosferici sulle superfici.
Il figurino del pilota, in scala maggiore rispetto al veicolo, si presenta ben dettagliato e non ha bisogno di molta lavorazione per ripulirlo dai segni dello stampo; il colore di fondo è stato dato con vernice spray, con la colorazione a pennello dei particolari.
Le lavature in marrone e nero completano il procedimento.
La base è costituita da un tagliere in legno, ricoperto con pasta Das, colla vinilica Vinavil, brecciolina e erba da presepe.

A presto!

giovedì 12 febbraio 2015

I Guerrieri


Titolo originale: Kelly's Heroes

Anno: 1970

Regia: Brian G. Hutton

Interpreti: Clint Eastwood, Telly Savalas, Donald Sutherland

Trama:
Francia, 1944. Il soldato Kelly (Clint Eastwood), in un'incursione dietro le linee nemiche, rapisce un colonnello tedesco, da cui apprende della presenza in una banca di Clermont-Ferrand di un carico di lingotti d'oro per un valore di 16 milioni di dollari. Subito parte l'organizzazione della rapina, vista come un risarcimento per i tanti rischi corsi a causa di superiori troppo spesso inetti.La località è dietro le linee tedesche, quindi Kelly coinvolge l'unità del sergente Big Joe (Telly Savalas), che, dapprima riluttante, si lascia poi convincere, e un gruppo di carristi alquanto sui generis, comandato dal sergente Testa matta (Donald Sutherland), una sorta di hippie ante litteram. L'operazione prende il via, ma l'ostacolo più grosso risultano essere 3 carri Tigre posti di guardia alla banca. Eliminati due dei mezzi, Kelly, Big Joe e Testa matta, in un'epica sequenza in puro stile western, affrontano il mezzo superstite, convincendone il comandante a passare dalla loro parte. Il tutto si conclude con un trionfo per il generale Colt, che si prenderà il merito di aver sfondato il fronte, e per i protagonisti, che riusciranno a tenersi i lingotti.

Ottimo film di avventura a sfondo bellico, che inquadra perfettamente lo storico malcontento della truppa per la cattiva gestione da parte di comandanti incapaci e superficiali. L'atmosfera e il tema musicale portante ricordano molto il film western Il buono, il brutto, il cattivo, con la scena del confronto tra il carro armato tedesco e i tre protagonisti che ne è quasi una parodia. Da notare che al posto di veri carri Tigre sono stati utilizzati dei T-34 con una falsa sovrastruttura.

Nella foto: un carro armato Tigre.

A presto!

giovedì 5 febbraio 2015

Italia 1944

Dopo la capitolazione italiana dell'8 settembre 1943 le truppe tedesche si trovarono coinvolte in una logorante guerra di attrito con gli Alleati.

In queste fotografie vediamo alcuni soldati che osservano passare un cacciacarri Jagdpanther mentre si riposano sul ciglio di una strada di campagna nei pressi di un rudere.

Come si nota, due di loro indossano l'uniforme coloniale già utilizzata in Africa, mentre il sottufficiale ha dei pantaloni confezionati con tessuto mimetico italiano.
Il comandante del corazzato sfoggia l'uniforme nera delle truppe corazzate senza i teschi argentati sulle mostrine, come previsto a partire dal 1944; il copricapo è un "vecchio berretto da campagna per ufficiali", ovvero un cappello con visiera rigida e senza rinforzo del piatto, che non ostacolava l'uso delle cuffie e che poteva essere ripiegato e riposto in tasca.
Lo Jagdpanther è stato dipinto con una colorazione mimetica "da imboscata", piuttosto frequente nell'ultima fase della guerra, che consisteva nello spezzare le aree di ciascuno dei tre colori (rosso mattone, giallo scuro e verde) con macchie irregolari degli altri due.
Per i dettagli tecnici, vi rimando al post che prende in esame il mezzo.

Diorama in scala 1/35 interamente in plastica, con figurini e mezzo della Dragon; il capocarro è della Academy.
I colori di fondo sono stati dati con vernice spray, su cui ho poi dipinto i particolari a pennello.
Lavature e drybrush forniscono maggiore profondità ai pezzi e ne simulano l'invecchiamento.
L'edificio deriva da un kit in vacuform della Miniart, cui ho aggiunto i vetri delle finestre (riprodotti con plastica trasparente), i piani intermedi e le macerie, ricavati da un blocco di polistirene espanso, con l'aggiunta di alcuni sassolini decorativi.
Erba sintetica e sabbia si incollano alla base con colla vinilica Vinavil, mentre le tracce dei cingoli si realizzano premendo il mezzo su una base di pasta modellabile Das, in seguito dipinta a pennello.
Il bordo della base in legno è stato coperto con nastro adesivo bituminoso.

A presto!