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Harlock saga - L'anello dei Nibelunghi

Titolo originale: Harokku Saga Niberungu no yubi wa

Anno: 1999

Numero episodi: 6

Regia Yoshio Takeuchi

Autore: Reiji (Leiji) Matsumoto

Trama:
Il pianeta Valhalla, situato al centro dell’universo, è dominato dagli Dei, che sfruttano i Nibelunghi come forza lavoro. Il tempo non scorre grazie al suono dei due organi gemelli suonati da Freya e Mime. Quest’ultima, che è anche la navigatrice dell’Arcadia, abbandona la nave di Harlock per raggiungere il fratello Alberich, che sta organizzando la rivolta contro gli Dei. Per poter contrastare l’onnipotenza del nemico, Alberich ruba l’oro sacro del Reno e lo porta a Tadashi Daiba, un artigiano terrestre, affinchè lo usi per forgiare l’anello che gli garantirà la vittoria. Nel frattempo Odino, accortosi della destabilizzazione dell’universo causata dal furto dell’oro, ordina i giganti Fafner e Fasolf la costruzione di una fortezza spaziale in cambio della mano di Freya, che non accetta il patto e fugge sull’Arcadia con Mime. L’attacco dei ribelli alla fortezza degli Dei consente alla nave di Harlock di avvicinarsi indisturbata, ma, annullato il potere dell’anello per mezzo di un fluido corrosivo fatto di malvagità (il Drago), Odino riesce a rinchiudere Alberich nella fortezza, dove viene raggiunto da Harlock, che gli prende l’anello per poterlo rimettere a posto, ripristinando così l’equilibrio dell’universo e lo staus quo tra Nibelunghi e Dei. La Fortezza collassa sotto il potere del “Drago”, che ne fuoriesce e contamina l’universo. Harlock ha evitato il peggio, ma la sua missione, volta a portare la pace nell'universo, è divenuta più difficile.

In questa reinterpretazione fantascientifica del mito norreno il pirata Harlock veste i panni di Sigfrido, sulle immortali note delle musiche di Wagner. Al solito, l’opera di Matsumoto presenta molti punti oscuri e molti interrogativi destinati a rimanere senza risposta, senza peraltro perdere nulla in grandiosità e potenza evocativa. Pur mancando un lieto fine, il capitano dell’Arcadia dimostra ancora una volta di cosa sia capace un semplice essere umano spinto da ideali elevati. Il ritorno alla schiavitù dei Nibelunghi non è giustificata in alcun modo, pur presentandosi come necessaria all’equilibrio dell’intero universo.

Nella foto: il protagonista.
A presto!

Commenti

luca tempesta ha detto…
many thanks, you're very kind!
Blogger ha detto…
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