Passa ai contenuti principali

Carro armato L6/40

Sviluppato a partire dal modello CV33, il carro leggero L6/40 entrò in linea nel 1939 e fu utilizzato dal Regio Esercito su tutti i teatri operativi del secondo conflitto mondiale.
Dopo l'armistizio i veicoli superstiti furono impiegati dall'esercito tedesco e dalla Repubblica Sociale Italiana con compiti di lotta anti partigiana.

Il veicolo, in effetti, era già obsoleto al momento della sua entrata in servizio: era dotato di un cannoncino da 20 mm, del tutto inefficace sui corazzati avversari, inoltre le piastre dello scafo erano troppo leggere e, in caso di impatto con i proiettili anticarro, i rivetti stessi si trasformavano in altrettante micidiali schegge.
Il mezzo nelle foto sfoggia la colorazione desertica e le insegne dei Lancieri di Novara.

Il modellino è in plastica, prodotto dalla Italeri in scala 1/35 con buoni dettagli e incastri molto precisi.
Dopo la colorazione di base con vernici spray ho proceduto a dipingere i particolari a pennello.
A colori asciutti ho sovrapposto due lavature sul pezzo: la prima in nero, la seconda in colore ocra.

A presto!

Commenti

Fed Zeppelin ha detto…
Mi piace tanto la forma di questo carro.
j.d ha detto…
Hola Amigo
Que bueno, un gran trabajo
Un saludo
luca tempesta ha detto…
è vero, Fed, ha una forma particolare e il fatto che tu l'apprezzi mi fa piacere, perchè è un altro passo nella storia militare!
ciao
luca tempesta ha detto…
many thanks j.d!
Anonimo ha detto…
gran lavoro come al solito
immagino che questo mezzo servisse a poco, inoltre mi ha colpito il discorso dei rivetti che effettivamente partivano come proiettili verso l'equipaggio interno.
ciao alessandro
luca tempesta ha detto…
grazie Ale!
è vero, serviva a poco, tanto che lo stesso Rommel si stupì della scarsità dei mezzi italiani.
ciao
Simmy ha detto…
Fantastico modello!
Certo la pochezza dei mezzi italiani fa impressione. Il che sfata l'idea degli italiani "poco coraggiosi" in guerra, ce ne voleva davvero molto per affrontare i carri nemici con questo e un grande spirito di sacrificio.
Complimenti, ciao!
Simmy
luca tempesta ha detto…
grazie Simmy!
è proprio vero: mancò la fortuna, non il valore!
l'arma migliore di noi italiani è sempre stata l'arte di arrangiarci.
ciao

Post popolari in questo blog

Castello lancia dadi

Avendo a disposizione un castello in plastica della MiniArt in scala 1/72, ho deciso di sviluppare un progetto più ambizioso della semplice costruzione della solita fortificazione a pianta quadrata:
Ho modificato le mura con il taglierino per allargare l'angolo di contatto tra le parti, inoltre ho sopraelevato il tutto ad altezze differenti inserendo dei pezzi di legno al di sotto di ogni torre.
Il risultato è una struttura a spirale discendente:
I vuoti sono stati riempiti con schiuma di poliuretano e pezzi di polistirolo, in seguito ricoperti con bende gessate.
Un'ulteriore particolarità del diorama è che ogni torre è utilizzabile come lancia dadi, con i punti di raccolta perfettamente integrati nel paesaggio:
La base in legno è delle dimensioni di 56x36 cm e l'intero diorama è stato dipinto con vernice acrilica spray, tranne le porte e il sentiero, che sono stati realizzati a pennello.
Piccole quantità di erba da presepe sono state incollate con la colla vinilica Vina…

Il ponte di Remagen

Titolo originale: The bridge at Remagen
Anno: 1969
Regia: John Guillermin
Interpreti: George Segal, Ben Gazzara, Robert Vaughn, E.G. Marshall
Trama: Durante la seconda guerra mondiale, l’avanzata degli americani verso il cuore della Germania arriva al Reno. L’esercito tedesco in ritirata ha distrutto tutti i ponti per rallentare gli Alleati, ma quello presso la città di Remagen è ancora in piedi e sarà lo scenario di una battaglia feroce tra i soldati americani che tenteranno di attraversarlo e i militari tedeschi che proveranno a distruggerlo con tutti i mezzi.
Il film si discosta in alcuni episodi secondari dalla cronaca storica della battaglia realmente avvenuta. Buona la ricostruzione di armi ed equipaggiamenti, con personaggi un po’ stereotipati, come era tipico del cinema degli anni ’60; nonostante questo, però, la storia evidenzia comunque come il passaggio del ponte sia stato dovuto più ad un errore da parte dei tedeschi che ad un’effettiva superiorità tattica degli Alleati. Pec…

Tu non puoi passare!

Nelle miniere di Moria si svolge uno scontro epocale.
Per favorire la fuga dei suoi compagni, Gandalf affronta un Balrog: un orrore delle profondità della terra, portato alla luce dalla cupidigia dei Nani, che hanno scavato troppo in profondità alla ricerca di mithril.
Un ponte di pietra sospeso su un abisso senza fondo è il palcoscenico del confronto:



Gandalf si erge coraggiosamente a fronteggiare il mostro, che avanza brandendo una spada di fuoco.
Al termine della lotta, il mago sprofonda nelle viscere della terra assieme al suo antagonista, ma chissà che questa per lui non sia la fine, ma un nuovo inizio...
Il figurino di Gandalf è in metallo (28mm); la veste è in grigio scuro con lavature in nero e lumeggiature a pennello asciutto in 2 tonalità di grigio più chiaro; i capelli sono dipinti in grigio e lumeggiati con più passate di bianco a pennello asciutto.
Il Balrog è in plastica ed al nero di fondo è stata applicata una lavatura di rosso per ottenere l'effetto "lava"…